Salve a tutti anglers! In questo articolo vi parlerò di come pescare a spinning il black bass utilizzando il jig e del mio avvicinamento negli ultimi anni a questa tecnica di pesca che regala esemplari di taglia notevole se interpretata nel modo corretto.
Come tutti sanno jig e black bass sono un connubio perfetto.
Il jig permette di raggiungere gli spot più intricati per andare a stanare i boccaloni in cover senza rischiare incagli nelle strutture.
Infatti risulta essere micidiale anche quando i bass non sono in caccia, come si dice, andiamo proprio a bussargli a casa.

Personalmente sono circa cinque anni che mi diletto nella pesca a jig e mi ha regalato catture di tutto rispetto.
Infatti in spot che frequentavo da anni mai avevo effettuato catture di grossa taglia in maniera frequente pescando ad esempio a finesse o con altre tecniche.
Quando si inizia ad approcciarsi con la pesca a jig si rimane inizialmente un po’ spiazzati.
Si lancia la nostra imitazione per lo più di gamberi in maniera superficiale all’interno di alberi sommersi e varie strutture e si ha difficoltà nell’avvertire la mangiata con la lenza che sfrega i rami di un albero.
Uscita dopo uscita pian piano avremo un quadro più completo della situazione, infatti si passa da non avere alcuna interazione, insistendo con costanza giorno dopo giorno ad avere interazioni costanti.
Come ho detto, inizialmente avvertire le mangiate e capire il tempo di ferrata risulterà difficile e le ferrate a vuoto o le non ferrate si susseguiranno numerose.
Inizialmente pescavo con una canna da texas non appropriata per questo tipo di tecnica.
Ma riuscire a destreggiarmi con questo tipo di canna inconsapevolmente mi avrebbe aiutato in futuro, con l’acquisto e l’utilizzo di attrezzi specifici i giochi sarebbero risultati molto più semplici.
Adesso infatti passato qualche anno dopo aver preso piena fiducia nella tecnica, utilizzo la mia fedele x – entity da quattro oz che con la sua lunghezza e sorprendente sensibilità nonché riserva di potenza, mi consente di avvertire ogni singola tocca anche alla base profonda di fitti alberi sommersi e di imprimere potenti ferrate per estirpare i black bass dalle cover.

Per quanto riguarda i fili utilizzati io personalmente sono un po’ drastico, sono passato da uno 0,35 che spesso mi ha deluso con rotture, a uno 0,40, fino ad arrivare ad oggi a montare in bobina del mio rotante un nylon dello 0,52 che mi fa stare tranquillo e nella pesca in cover fitte.
Il grosso diametro non darà problemi di visibilità da parte dei bass pescando nello sporco.
Non amo utilizzare questa tecnica in ambienti aperti o in sassaie, infatti in questa tipologia di spot e di laghi lascio direttamente a casa la combo da jig.
Per me è fondamentale l’utilizzo in laghi caratterizzati da canneti o intricate alberaie sommerse.
Amo utilizzarlo anche per sfondare nelle tremende scope semi – sommerse, che per via della loro conformazione risultano pressoché impenetrabili per il 90% delle altre esche.

Nella mia cassetta ci sono delle varianti di peso per quanto riguarda jig, ma colori e creature che vado a montare sono pressoche gli stessi.
A seconda di quale spot vado ad affrontare aumento o diminuisco, come ovvio che sia, il peso del jig, ma per scelta personale rimango sempre in tonalità di colori molto scure come ad esempio marrone o verde, ma la maggior parte dei miei artificiali sono totalmente neri.
Anche le creature che vado a montare come trailer oltre ad essere quasi sempre limitazione di gamberi, sono anch’esse nere o comunque con colorazioni molto scure.
Fondamentalmente non c’è un motivo valido per questa scelta, nella mia testa i colori scuri fanno più contrasto nel fitto della vegetazione rimanendo allo stesso tempo piuttosto naturali.
La dimensione dei trailer è abbastanza grande è molto difficile che vada a montare microjig o trailer di piccole dimensioni, come usa dire o grosso o niente.
Come ho anticipato prima i jig sono utilizzabili tutto l’anno, ma ci sono delle situazioni in cui fanno la differenza reale.
Una di queste dove mi ritrovo ormai saltuariamente è una condizione di acqua fredda e bass in pre – frega.
Nei mesi di febbraio e marzo i grossi bass stazionano all’interno delle cover ma non propriamente in poca acqua nel sotto sponda.
Infatti in questi mesi vado a cercarli nei grossi alberi sommersi che hanno la loro base anche a tre – quattro metri di profondità e il più delle volte mi costringono a scendere con il jig fino alla base della pianta.
Grazie a questa tecnica ho avuto l’opportunità di effettuare catture di pesci importanti.
Infatti grazie alla conoscenza dello spot vi è una regolarità di catture importanti al contrario delle altre tecniche.
Con l’arrivo della primavera e l’alzarsi delle temperature è possibile trovare i boccalarga anche in zone più vicine a sponda in acqua più bassa e lì infatti incentro la pesca vicino alla riva sotto scope e canneti.
Anche qui come nella situazione precedente andrò con minuziosità ad infilare il mio jig in ogni singolo anfratto cercando di trovare e stimolare predatori che in talune situazioni hanno un alto grado di apatia.
Nella pesca lungo i canneti in acqua bassa diminuisco il peso del jig non avendo bisogno di scendere in profondità o di penetrare In tipologie di vegetazione più ostica e fitta.
Mi hanno regalato anche belle pescate in estate piena, quando il caldo torrido costringeva i pesci a ripararsi all’ombra delle strutture.
Infatti nella stagione estiva mi ricordo di aver cercato con altre tecniche i centrarchidi in scalini o in algai affioranti senza avere avuto il minimo risultato e di correggere e svoltare la pescata andando a pescare a jig all’interno degli alberi sommersi.

In questa stagione dovremo avere però delle accortezze maggiori, infatti il più delle volte i bass non stazionano a metà albero o alla base, ma si trovano in sospensione quasi in superficie.
Quindi le cose si complicano, perché saremo costretti a mantenere una distanza maggiore da essi e risulterà più difficoltoso presentare il jig, che ovviamente dovrà essere più leggero, tra i fitti rami.
Inoltre vedendo in diretta il pesce che ghermisce il nostro gambero, ci vorrà la giusta dose di sangue freddo e aspettare che si volti per imprimere la ferrata, altrimenti gli toglieremo inesorabilmente l’esca dalle fauci.
Anche la conformazione dei trailer dovrà essere differente a seconda della vegetazione.
Infatti dove la vegetazione sarà più fitta e impenetrabile il trailer dovrà avere meno appendici e ed essere quanto più possibile compatto per evitare che venga ostacolata la penetrazione e la discesa.
Un tempo questa tecnica a me profana veniva vista con scetticismo e l’attrezzatura da jig spesso e volentieri veniva lasciata a casa.
Adesso nella maggior parte degli spot dove vado ad operare risulta per me indispensabile.
È una tecnica da imparare e gli va data la giusta fiducia anche se all’inizio i risultati tardano ad arrivare.

Ovviamente con altre tipologie di tecniche come ad esempio la pesca a finesse vi sarà un maggior numero di interazioni, ma con i jig verrà fatta selezione e con impegno e costanza le catture di rilievo non tarderanno ad arrivare.
Per un pescatore di bass la pesca a jig con la sua miriade di sfumature dovrà far parte obbligatoriamente del suo bagaglio, vi aiuterà a trovare nuove chiavi nella cattura del nostro bene amato black bass.
Un saluto,
Giacomo.
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