Come pescare il Luccio a spinning in fiume

Come pescare il Luccio a spinning in fiume

Salve a tutti anglers! In questo articolo vi spiegherò tutto quello che serve sapere per pescare il Luccio a spinning in fiume, approcciando questa meravigliosa tipologia di pesca in wading.

Senza dubbio la pesca in wading sul fiume al luccio è a mio avviso una delle tecniche di ricerca dell’esocide più dinamica e divertente.

Parliamo di affrontare queste tipologie di spot indossando waders e risalendo il fiume in acqua dove vi è possibile.

In questo caso parlerò di un fiume di medie dimensioni caratterizzato da acque fresche anche d’estate, stagione dove io vado a concentrare la pesca.

Infatti i periodi migliori degli ambienti che frequento vanno da giugno fino a settembre.

In queste stagioni caratterizzate da clima caldo, la pesca in wading consente la ricerca del luccio anche fuori dalle finestre solite di attività.

Infatti anche se i pesci sono predisposti ad attaccare le nostre esche, nelle ore calde della giornata nonostante acqua fresca, il luccio andrà a rintanarsi nel fitto della vegetazione

nei lunghi piattaioni con acqua più tranquilla.

E’ un vero spettacolo poter lanciare shad di buone dimensioni con amo anti incaglio skippati all’interno degli alberi semi sommersi o delle miriadi di vetrici che emergono con i loro rami in acqua.

Prevalentemente preferisco cercare questi predatori lambendo gli ostacoli con esche tropwater.

Personalmente amo molto per questa pesca i buzzbait.

Utilizzo un innesco molto singolare.

Attacco con uno split ring in asse con l’elica del buzz, un amo solitamente utilizzato per la pesca del luccio a mosca senza ardiglione, che consente un elasticità e una buona presa e penetrazione sull’apparato boccale dell’ esocide.

Come pescare il Luccio a spinning in fiume

Una volta che il luccio tocca il guadino si slama automaticamente non riportando praticamente nessun danno.

Innescato sull’amo vado a montare shad di varie dimensioni.

Con amo scoperto però ci sono dei contro, ovvero l’esca non andrà mai a contatto con la vegetazione sommersa altrimenti andremo ad incagliare.

Per entrare all’interno delle strutture come ho già detto, utilizzo gomme con corpo compatto innescate su grossi ami offset, che consentono una migliore penetrazione all’interno della vegetazione e mi aiutano nella skippata.

Nelle prime ore del giorno o al calare delle tenebre, i lucci si posizionano in zone limitrofe alle rapide del fiume, comportamento che sembra insolito per questo predatore vista l’acqua che corre molto veloce, ma utilizzano questa tattica proprio perché ai cambi di luce i ciprinidi di cui si nutrono, si posizionano proprio in questi punti strategici per cibarsi di insetti, ed è proprio lì che il luccio andrà a cercarli.

Come pescare il Luccio a spinning in fiume

È molto divertente far passare esche di superficie in corrente e vedere attacchi rocamboleschi in velocità.

Come ho detto in questi ambienti è possibile la cattura del luccio in estate proprio perché la vegetazione riparia e l’acqua mantenuta perennemente fresca da sorgenti limitrofe, non mette i lucci in condizioni di apatia come avviene spesso in ambienti dove le acque si scaldano con il conseguente andamento dell’estate.

In fiume amo viaggiare leggero, un buon paio di waders traspiranti, un giubbino per tenere all’interno qualche esca e pinze per un eventuale slamata.

Il retino a bocca larga e gommata con un piccolo bachetto metallico infilato tra il giubbino e i waders, pronto all’uso in caso di emergenza.

Per quanto riguarda canna e mulinello parliamo di attrezzi non consoni per il luccio, infatti per fare questa pesca utilizzo la mia fidata o co – matrix da due oz e mezzo con azione extra-fast pronta e reattiva per far penetrare gli ami nell’apparato boccale del luccio, con abbinato un buon rotante: l’affidabilissimo Calcutta Conquest.

Tengo un bobinato un buon trecciato da 70 libbre con un cavetto in kevlar del medesimo libraggio.

La tenuta della treccia è ovviamente superiore a quella della canna e questo perché un eventuale sfregamento su ostacoli sommersi consentirà una maggiore tenuta.

Questa attrezzatura relativamente leggera mi consentirà di gestire in maniera ottimale anche lucci di discrete dimensioni ma allo stesso tempo avrò in mano un attrezzo maneggevole sia per intricati spostamenti all’interno della vegetazione, sia per destreggiarmi in maniera efficace in situazioni dove spesso vado a trovarmi con l’acqua all’ombelico.

Infatti canne troppo ingombranti quando si è in wading in acqua alta saranno più difficoltose nell’utilizzo e ci affaticheranno le braccia in maniera considerevole.

È impressionante quanto sia la forza di questi animali che vivono nel fiume rispetto ad animali di lago.

Infatti si parla di forza e muscolatura forgiata da anni passati a combattere le correnti del fiume.

Ricordo con piacere il luccio più grande preso in queste condizioni.

Era una giornata di fine agosto, come al solito stavo pescando in solitaria con l’acqua alla vita.

Il sole si stava abbassando e avevo già un paio di lucci di buone dimensioni all’attivo.

Avevo impostato la pescata solo ed esclusivamente a galla.

Arrivo in uno spot dove avevo pescato già altre volte ma dove non avevo avuto interazioni, ma si sa il luccio è un fantasma che quando decide di non farsi vedere è impossibile individuarlo.

Arrivo in un lungo pelago d’acqua dove alla mia sinistra mi trovavo una schiera di vetrici che arrivavano in acqua e alla mia destra un lungo albero caduto e sommerso.

Lancio il mio buzz vicino a questo albero e cominciò a recuperarlo a galla.

Dopo qualche metro vedo una grossa scia dietro ad esso ma niente attacca…

Quindi lo faccio immergere e lo recupero per qualche metro sott’acqua in maniera efficace grazie allo shad montato posteriormente.

Ad un certo punto l’esca si stoppa, ferro e la potenza sprigionata era impressionante, una fuga bruciante dritta sotto il tronco.

Per fortuna esce senza incagliarsi, testate potenti e riparte con un’altra fuga diretta verso i vetrici alla mia sinistra.

Anche questa volta la fortuna mi assiste.

Lo vedo ce l’ho a pochi metri.

Dopo un altro paio di fughe riesco a guadinarlo, non ci credo!

Come al solito appena il luccio tocca il guadino si slama, posiziono il treppiedi e alzo questa meravigliosa bestia italica.

Lo misuro a spanne non avendo con me il metro e lo stimo intorno al metro di lunghezza.

Un pesce vecchio, un vero veterano del fiume.

Lo rilascio nel migliore dei modi e lo vedo lentamente andar via in tutta la sua maestosità.

Ero felicissimo e pongo fine immediatamente alla pescata.

Quel pesce rimase per sempre fisso nella mia mente e tutt’ oggi mai più è stato né visto né ripescato.

Ovviamente questa non è un tipo di spinning al luccio tradizionale, ovvero come lo si pesca in lago o in grandi fiumi alla ricerca degli scalini profondi con canne da sei, sette once e oltre, ma la dinamicità e l’approccio che ha è senza dubbio ineguagliabile.

Le sensazioni che si provano a contatto diretto con l’elemento liquido sono inimitabili.

Vi assicuro è niente di più adrenalinico che si possa provare.

Come pescare il Luccio a spinning in fiume

Immaginatevi di ricevere l’attacco a galla a pochi metri da voi, mentre siete con l’acqua all’altezza dell’inguine di un grosso luccio nel silenzio più assoluto, lontani chilometri dalla civiltà.

È una sensazione che quasi incute timore oltre che pace dei sensi.

Consiglio a tutti di provare queste emozioni ineguagliabili.

Un saluto,

Giacomo.

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