Come scegliere il mulinello da spinning

Come scegliere il mulinello da spinning

Salve a tutti anglers! In questo articolo vi parlerò di come scegliere il mulinello da spinning per la pesca in mare in base alle varie situazioni e prede, in particolar modo delle mie personali scelte.

L’argomento che andiamo ad affrontare oggi è veramente molto complesso ed ampio, non solo per il numero di modelli disponibili in commercio attualmente, ma perché a mio avviso ogni singolo pesce ha moltissime situazioni e spot differenti che richiedono una diversificazione degli attrezzi.

Vuoi per necessità vuoi per malattia, io ho una miriade di mulinelli, ognuno di essi per me essenziale in una specifica situazione.

Andrò adesso a descrivervi alcune situazioni.

Cominciamo con un pesce che amo in particolar modo, ovvero il sarago.

Ovviamente è possibile utilizzare un solo attrezzo per coprire in maniera sufficiente gran parte delle situazioni, ma come ho detto, in maniera sufficiente e non impeccabile.

Infatti con un mulinello di taglia 2.500 – 3.000 imbobinato con un trecciato pe 0.8, si andranno a coprire tutti i vari scenari di pesca al sarago.

Adesso però vi elencherò le mie scelte nelle varie situazioni.

Ad esempio quando vado a pescare in acqua cristallina e pochissima risacca, porto sempre con me il rarenium 2.500 con imbobinato un trecciato pe 0.6.

In queste condizioni l’estrema leggerezza e le ridotte dimensioni del mulinello mi consentono di operare con attrezzi più leggeri e finali più sottili, che mi aiutano a sfruttare al meglio i pochi punti di corrente.

Come scegliere il mulinello da spinning

Con onde più importanti, risacca molto più accentuata e di conseguenza correnti più forti, vado ad utilizzare il nuovo Certate 4.000, montato con un pe 1 e un finale dello 0,33, che pur leggero si bilancia perfettamente con una canna da 3/4 oz e che mi consente di gestire al meglio saraghi di stazza in forti correnti e mi aiuta a forzare in caso di necessità in punti critici.

Quando invece, in pescate sempre indirizzate al sarago vado a battere spot dove vi è presenza di predatori di taglia maggiore, o per meglio dire dove negli anni ho avuto incontri con ad esempio spigole di bella taglia, serra, cernie e dentici, devo forzatamente aumentare l’intero impianto pescante mulinello compreso, ma riuscire a mantenere una una determinata leggerezza per manovrare e mantenere contatto con esche inferiori a 10 cm.

In questo caso porto con me il vecchio Steez del mercato giapponese.

Questo mulinello è perfetto, ha un estrema leggerezza a confronto con la massa del mulinello, grazie ai materiali di pregio e l’ampia bobina mi consente di montare pe 1.2 e finali dello 0,35.

Come scegliere il mulinello da spinning

Con questo compromesso riesco in casi estremi anche a gestire prede maggiori.

Ovviamente un mulinello come lo Steez che si va a bilanciare con canne fino ad un’oncia pur mantenendo un estrema leggerezza ha il difetto di avere costi molto elevati.

Volevo fare un appunto sui pomelli dei mulinelli, che molti non considerano ma che sono fondamentali.

Per pesche di sensibilità come la pesca della spigola e del sarago, il pomello del mulinello deve rigorosamente essere piatto.

Il pomello piatto a differenza di quello circolare consente di avere una sensibilità più elevata.

Al contrario i pomelli tondi sono fondamentali per pesche più gravose.

Infatti in fase di pompaggio del pesce il pomello tondo da prendere a mano piena aiuterà in maniera considerevole il pompaggio di pesci di stazza.

Per quanto riguarda la spigola anche qui si apre un vero e proprio mondo.

Come scegliere il mulinello da spinning

In condizioni generiche di pesca alla spigola utilizzo ancora una volta il buon vecchio Steez di taglia paragonabile a un attuale 4.000 e come ho già detto però ha una leggerezza disarmante.

Quando invece vado ad affrontare condizioni di forte corrente e molta schiuma la mia scelta ricade su due modelli: lo Stradic CI4 4.000, che vado ad imbobinare con un pe 0.8 dall’alto carico di rottura, quando principalmente pesco a Jerk in determinati spot, mentre sempre nelle medesime condizioni ma vado ad improntare la pescata con grosse gomme, la scelta ricade ancora una volta sul Certate.

Ovviamente qui parliamo di estrema scrupolosità, voi direte che potrei montare lo Steez e fare il solito lavoro, ma non è propriamente così…

Infatti la scelta dei due mulinelli che ho sotto elencato è ragionata, questi due mulinelli che nella condizione di pesca di forte corrente e schiuma lavorano con esche di dimensioni sostenute e gomme più pesanti, abbinate con canne da 1 oz, non hanno bisogno di chissà quale sensibilità per pescare.

Al contrario nella canna da spigola tutto fare nello specifico una Dragonbite con range di lancio da 25 grammi, un mulinello costruito con materiali come lo zanion di alta qualità aiutano a conferire sensibilità all’intero impianto pescante e mi consentono, oltre che pescare se vi è l’occasione con hardbite, mi consentono anche di andare a montare piccole gomme spiombate e percepire in maniera impeccabile ogni singolo movimento di essa.

Ho anche un mulinello per la spigola dedicato alla passata, anzi, in verità due, a seconda di dove vado a fare la passata \ deriva, lo so non mi prendete in giro, questa è vera e propria malattia.

Quando vado a pescare di notte con lunghe canne da eging su spigole in caccia sulle mazzancolle, hò bisogno di mulinelli leggeri e con bobina di ampiezza discreta, dove vado a montare ottimi trecciati pe 0.6 – 0.8 con recupero veloce, che mi consentono oltre che di bilanciare le lunghe canne, anche di recuperare con un mezzo giro in maniera più veloce i bandi dell’imitazione della mazzancolla che derivano in corrente.

Infatti quando faccio questa tipologia di pesca utilizzo il mio fidato morethan branzino, anch’esso mulinello di estrema qualità anche se molto costoso, che unisce l’estrema leggerezza ad un’ampiezza di bobina che mi aiuta di non poco nel lancio di esche spiombate.

Al contrario quando vado a pescare in deriva in fiumi più profondi con siliconici piombati, utilizzo il mio vecchio Stella sw 2.500, che monto su canne sempre da 3\4 oz, ma leggermente più corte e si bilancia perfettamente a questi attrezzi, perché il vecchio Stella sw 2.500 oltre ad essere un orologio svizzero è abbastanza pesante per le ridotte dimensioni, andando a bilanciare perfettamente l’intero impianto.

Non menzionerò ovviamente in questo articolo mulinelli da casting, utilizzatissimi per la spigola specialmente in canale.

Per quanto riguarda la pesca al barracuda senza dilungarmi troppo, vado a montare sulla mia Labrax XX, il nuovo stella sw 4.000 con pomello tondo, con imbobinato pe 1.5, un ottimo compromesso per gestire qualsiasi range di esche utilizzabili per il barracuda.

Per quanto riguarda la pesca al serra anche qui sdoppiamo gli utilizzi.

In linea generica vado a montare sulla mia Labrax 10° anniversario, a seconda dello spot dove vado ad operare, o lo stella 4.000 sw, o il mio buon vecchio Seagrate 4.000, con imbobinato un pe 2, in situazioni con presenza certa di serra di taglia.

Quando vado ad affrontare grosse mareggiate, per la ricerca del serra utilizzo la medesima attrezzatura con la quale pesco il dentice in scogliera, ovvero il mio fidato saltiga 4.000 con imbobinato un pe 2.5, che mi aiuta a gestire i popper nelle grandi onde e a gestire pesci di taglia, facendomi stare sicuro anche con un eventuale combattimento con una leccia.

Visto che si è parlato di scogliera, per la pesca al dentice porto con me due kuroshio con montati due saltiga 4.000.

Questa taglia mi consente una discreta sensibilità con un vasto range di esche che vanno dalle gomme ai minnow e jig fino a 60 gr e mi garantisce una potenza sufficiente per gestire dentici di taglia e anche cernie.

Se invece utilizzo la canna da shorejigging con esclusivamente metal jig di taglie che vanno dagli 80 grammi a salire, per bilanciare attrezzi di 3 metri – 2,70 hò il Catalina 5.000, che mi aiuta anche nel recupero e la risalita del jig e mi consente di montare trecciati pe 3.

Quando vado alla ricerca del dentice in fondali medio bassi con il solo utilizzo di stick, minnow e gomme, dove hò bisogno di una maggior sensibilità nel lavorare esche tra gli spacchi della scogliera, vado a montare un mulinello di taglia pari al saltiga 4.000 ma più leggero, con imbobinato un pe 2, che vado a montare sulla Labrax XX.

La mia scelta ricade ormai da anni sul Saltist Blue 4.000, che ha una frizione sufficientemente potente per gestire dentici anche di taglia, ma mantiene un’ottima leggerezza.

Questa attrezzatura sopra citata è la medesima che utilizzo per le rare volte che vado a pescare gli alletterati in scogliera.

Queste sono le mie scelte per quanto riguarda i mulinelli.

Ovviamente sono scelte personali e ognuno di voi a seconda dello spot e delle esperienze maturate avrà delle particolari preferenze, sia per quanto riguarda le taglie, sia per quanto riguarda velocità di recupero e modelli, visto e considerato che il mercato oggi ne è veramente pieno.

Dopotutto l’ importante, senza ombra di dubbio è andare a pesca, perchè come si dice …… si fa tutto con tutto e la cosa fondamentale è andare e fare girare il più possibile questi meravigliosi attrezzi.

Grazie per aver letto fino a qui. Lascia un commento se l’articolo ti è piuciuto, lo hai trovato interessante oppure se vuoi chiedermi qualcosa, sarò felice di risponderti!

Un saluto,

Giacomo.

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