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Dentice a spinning con jerk minnow

Salve a tutti anglers! Oggi andrò a raccontarvi di un calasole a dir poco adrenalinico, con dentici in branco che attaccavano i nostri jerk minnow.

Era da tempo che con i nostri amici sardi, Alessandro, Riccardo e Bebbo, avevamo intenzione di incontrarci per fare una settimana di pesca assieme.

Concluso il periodo estivo, insieme anche a gli amici toscani Mirko e Federico, decidiamo di metterci tutti quanti d’accordo per mettere in piedi questa fantomatica pescata.

Scegliamo con non poca difficoltà il periodo e la meta, cercando di far collimare gli impegni lavorativi di sei persone, cosa di una difficoltà unica vi assicuro.

Trovato un’ accordo comune, scegliamo il mese di settembre e come meta, la splendida isola della Corsica.

L’obbiettivo principale, del viaggio sarebbe stato il re della scogliera, sua maestà il dentice.

Ognuno di noi prepara con scrupolo tutta l’attrezzatura giorni prima della partenza e finalmente arriva il grande giorno.

Partiamo carichi come molle e ci imbarchiamo dal porto di Livorno.

Il viaggio sembra non finire mai tanta è l’impazienza di mettere a mollo le nostre esche in terra corsa e tanta è la voglia di rivedere i nostri amici sardi.

L’isola comincia a farsi vedere, prima lontanissima e poi sempre più vicina, fino a quando il traghetto attracca.

Ci siamo finalmente! Ma non è finita, ci aspetta ancora un’oretta di macchina.

Il paesaggio è sempre bellissimo, coste meravigliose che poi lasciano spazio a montagne con trote e torrenti bellissimi, si respira un’aria diversa.

Giunti all’alloggio, veniamo accolti dai nostri amici e dopo saluti, battute e risate ci rechiamo in casa per programmare la pescata e lo spot.

Giunge in fretta il tramonto, e dopo una cena piena di risate, tutti a letto, che domani la sveglia suona molto presto.

Decidiamo di cambiare ogni giorno spot per esplorare il più possibile e aumentare le possibilità di incrociare qualche pesce in più, contemporaneamente questa scelta ci consente anche di conoscere più luoghi anche per le pescate future, senza fossilizzarci troppo in uno spot.

I barracuda alle prime luci dell’alba la fanno da padrone, deliziando i nostri occhi con spettacolari attacchi top water.

Continuiamo ancora per un po’ di ore, ma di dentici neanche l’ombra.

Le pescate in questo periodo dell’anno, vista l’acqua ancora calda, si concentreranno nelle prime luci dell’alba e le ultime del tramonto.

Proprio questi sono i momenti dove oltre ai barracuda, anche i dentici vengono a cacciare a tiro di lancio.

I giorni passano inesorabili e la nostra stanchezza sia mentale ma soprattutto fisica comincia a farsi sentire.

Tanti sono i km macinati e poche anzi pochissime le ore di sonno, come ben sappiamo a settembre, fa buio tardi e giorno ancora molto presto, quindi, finito il calasole il tempo di risalire le scogliere, arrivare a casa, lavarsi e cenare, si fa già l’ora di svegliarsi per l’alba del giorno seguente.

Tutto questo è veramente stancante e se lo aggiungiamo al caldo del periodo in cui ci troviamo, le batterie si scaricano a vista d’occhio.

Decidiamo allora di fare un calasole nel porto, per rilassarci un po’.

Con l’arrivo delle tenebre arrivano anche i famelici barracuda, che questa settimana sembrano essere l’unica specie presente in queste acque.

Quella sera in particolare l’attività predatoria non sembrava cessare mai, i barra attaccavano le nostre esche in maniera continua, regalando ad ognuno di noi attacchi multipli anche in un solo recupero, era entrato in porto un branco gigantesco.

Dopo circa un’ora di puro divertimento, tutto si ferma improvvisamente come è cominciato.

Divertiti e gratificati ritorniamo a casa per prepararci all’ultima giornata piena di pesca.

Dentice a spinning con jerk minnow

Ci domandavamo ininterrottamente dove poter cercare un dentice.

La penultima alba disponibile ci regala ancora barracuda, ma neanche l’ombra di uno sparide.

Il morale era oramai molto basso e le scance di incontrare il re erano quasi finite.

Si fanno le cinque di pomeriggio e decidiamo di partire per dirigerci sullo spot, che sarebbe stato quello dell’ultimo calasole.

La luce comincia ancora una volta ad affievolirsi e come un orologio svizzero arrivano i barra.

Siamo divisi in due gruppi, io e Federico a sinistra intenti a pescare su un lastrone di roccia che degradava verso il blu e a destra Alessandro e Mirko che lanciavano in un bellissimo crestone longitudinale sommerso.

In tutto questo Riccardo e Bebbo se ne sono rimasti al porto, demoralizzati e abbattuti.

Dopo varie catture di barra, io incanno l’ennesimo pesce di circa 70 cm.

Lo recupero e si dimena a galla come un matto, ad un certo punto durante il tragitto noto un grande movimento d’ acqua dietro di lui….poi un altro, ed un altro ancora, fino a che il barra arriva sotto a i miei piedi e con un fragoroso sciaguattone, mi viene portato via con violenza, io non credo ai miei occhi.

Subito Ale lancia il suo mommotti e incanna.

Una fuga potentissima e il pesce si slama davanti ai nostri occhi increduli.

Ipotizziamo subito che si trattasse di grosse ricciole, quindi continuo a lanciare la mia esca di superficie.

Ma subito recuperata l’esca, Alessandro ci informa che sui fianchi dell’artificiale ci sono delle profonde dentate, cavolo! Sono dentici.

Immediatamente sostituisco l’esca e attacco al mio snap un jerk minnow, il buginu 140, lancio, con gli ultimi minuti di luce disponibile e faccio una tremenda parrucca, non ci voglio credere, mi domando perché proprio adesso.

Con l’esca in acqua, provo a strigare la matassa di treccia, ma non ci riesco, è tutto inutile, quindi stringo a tappo la frizione e comincio a recuperare con l’incredibile pasticcio nel mulinello.

Arrivo ad un metro dalla scogliera e incanno.

Due testate potenti, capisco che si tratta di lui, il dentice, ma inesorabilmente parte e senza l’aiuto della frizione si slama immediatamente.

Dopo un’imprecazione sonora, mi ripeto continuamente in testa, di aver sprecato la mia unica occasione.

Rifaccio due lanci con il poco filo a disposizione e al terzo lancio inspiegabilmente la matassa si scioglie.

Quindi rilancio, arrivo a fine recupero e avverto un’altra botta tremenda, che anche a questo giro non va a buon fine, mi stò veramente innervosendo.

Il buio completo è sempre più vicino, rilancio, arrivo sotto e incanno nuovamente, veramente a pochissima distanza dai sassi.

La canna si piega a dismisura, prende filo, si tratta di un pesce importante.

Dopo un breve e intenso combattimento finalmente porto a terra l’unico dentice della vacanza.

Dentice a spinning con jerk minnow

Sono stanco e felicissimo, ormai è buio e dopo la contentezza generale e le foto di rito, risaliamo la scogliera per dirigerci alla macchina.

Una farfalla notturna mi si posa sulla canna, e lo prendo, vero o meno, come un presagio.

Sono finalmente riuscito anche questa volta a fregare il dentone di taglia, ed in più con recupero orizzontale, a spinning vero e la soddisfazione si triplica.

La settimana si conclude con oggi e dopo l’ultima cena, tra risate ed ovvie offese, si va a letto, che domani ci aspetta il viaggio di ritorno.

L’indomani, dopo aver caricato le macchine, Toscana e Sardegna si salutano, con la speranza di rivedersi presto.

Dentice a spinning con jerk minnow

Salutiamo la Corsica con malinconia, ricordando nelle nostre menti, indelebile, le forti emozioni che ci ha trasmesso e gli straordinari paesaggi che ci ha fatto vedere, promettendo a lei e agli amici che abbiamo lasciato, che ci saremo certamente rivisti ancora una volta il prima possibile.

Un saluto,

Giacomo

Articolo precedente: Spinning alle palamite da riva: i miei consigli

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