Salve a tutti anglers! In questo articolo vi elencherò e spiegherò le migliori esche artificiali secondo le mie esperienze per la pesca a spinning al pesce serra.
Come tutti ben sanno il pesce serra è il paradigma del predatore per quanto riguarda le acque mediterranee.
Pesce vorace e potente che delizia lo spinner con attacchi spettacolari e combattimenti rocamboleschi identificati con salti fuori dall’acqua, che contraddistinguono il comportamento della specie una volta all’amato.
Quando questo pesce ha cominciato a farsi vivo sulle coste italiane, le catture di grossi esemplari erano frequenti e la voracità di questi pesci lasciava disarmati, con il passare degli anni per varie motivazioni che magari verranno descritte in un altro articolo apposito, il pesce serra è andato man mano in diminuzione e la sua cattura specialmente negli ultimi anni è diventata ben più complicata.
Comunque sia c’è sempre una buona presenza di questo aggressivo predatore su tutto il litorale.
Come tutti i predatori marini anche lui é un vero e proprio opportunista, si nutre di ogni sorta di pesce più piccolo ma non è raro che attacchi anche pesci di pari taglia, visto che la poderosa mandibola armata con piccoli denti taglienti come rasoi gli permette di tranciare le povere vittime.
Mi è successo un paio di volte di trovare all’interno di serra piccole seppie intere.
Quindi arriviamo a noi, molte sono le esche artificiali che si possono utilizzare per insidiare questo predatore, ognuna delle quali ha specifiche caratteristiche e specifici momenti di utilizzo.
Long jerk – Le migliori esche artificiali per la pesca a spinning al pesce serra

Sono partito con questa categoria di esche perché quando cominciai a muovere i primi passi alla ricerca del pesce serra è proprio con i jerk che ho avuto i primi risultati.
Questa categoria è senza dubbio una delle prime ad essere stata utilizzato in Italia per la ricerca e la pesca a spinning del pesce serra.
Sono artificiali che possono essere utilizzati in molteplici situazioni.
La loro forma snella fa letteralmente impazzire i serra.
Quando vado a pescare in ambito portuale o comunque sia in condizioni di mare calmo, tendo ad imprimere jerkate più o meno marcate con velocità differenti a seconda dell’attività del pesce.
Avvolte rispondono in maniera migliore con sbandate ampie e lente, altre volte secche, nervose e molto veloci.
Prendendo in considerazione porti caratterizzati da acqua limpida, la mia scelta ricade sempre su colori accesi per quanto riguarda cambi di luce o durante le ore notturne, mentre opto su colori naturali durante il giorno.
In via eccezionale anche nelle ore diurne in condizioni di mare mosso e acqua velata o eventuali sfociate di fiumi in piena che sporcano l’acqua, utilizzo colorazioni accese come ad esempio il total white, bianco arancio o bianco giallo.
Con mare formato e presenza di molta schiuma, recupero più o meno veloce ma senza imprimere alcuna jerkata.
Infatti in queste condizioni i serra che vengono sotto costa sono aggressivi ed in caccia e non vi sarà alcun bisogno di stimolare l’attacco animando l’esca.
Utilizzando un recupero lineare alcuni Jerk si muovono leggermente con fare oscillatorio, altri invece vengono verso di noi praticamente dritti, ma in queste condizioni sopra citate non ho visto differenze di gradimento.
Ovviamente a seconda della tipologia di attrezzatura, della taglia del pesce, condizione e di spot in cui andremo ad operare, ci dovrà essere una sostituzione della minuteria.
Ad esempio se andrò a pescare comodamente da un porto con una canna da 1 oz e serra di taglia contenuta, monterò sul Jerk ancorine più sottili che con una canna più leggera garantiscono una migliore penetrazione e vista la circostanza non vi sarà il rischio di aprirle.
Mentre invece se vado a pescare in scogliere con mare formato ed attrezzatura molto più pesante andrò a montare ancorotti a doppio filo che mi garantiranno una maggiore resistenza in fase di combattimento con pesci magari importanti e forti correnti senza tralasciare il fatto che sarà più semplice forzare il pesce per issarlo grazie all’impianto pescante complessivamente molto potente.
Ovviamente la sostituzione delle ancorette cambierà l’assetto e il grado di affondamento del jerk.
Questo succederà se andremo a montare ancorotti maggiorati ad esempio su un spending, ma come ho detto in queste condizioni l’esca verrà recuperata lineare e quindi la variazione non implicherà niente.
Minnow – Le migliori esche artificiali per la pesca a spinning al pesce serra

I minnow sono una una categoria di artificiali poco utilizzati per la pesca del pesce serra, ma che in molte situazioni io amo utilizzare.
Vado a montarlo in zone di foce con acque abbastanza limacciose.
Il suo movimento più o meno marcato che ha nel recupero lineare permette di fare meno fatica rimanendo comunque attirante.
Infatti eventuali flash verranno prodotti con il semplice recupero, mentre ad esempio il jerk dovrà essere animato dal pescatore per emetterli.
Nella schiuma dove il serra ama cacciare i minnow potranno essere lavorati con efficacia in trattenuta nelle lingue di reflusso e nelle correnti prodotte dalle onde, rimanendo in movimento anche senza recuperare.
Inoltre quando ci si trova a pescare distanti dall’acqua i minnow rimarranno in pesca più a lungo senza fuoriuscire dall’elemento liquido garantendoci un’azione di pesca ottimale fino a sotto i nostri piedi.
Si potrà inoltre andare a scegliere misure differenti a seconda del pesce foraggio che sta cacciando il pesce serra in quel momento, senza compromettere troppo la lanciabilità.
Infatti nei Jerk, se si riduce troppo la dimensione vi sarà un notevole difetto nel lancio.
Stickbaits – Le migliori esche artificiali per la pesca a spinning al pesce serra

Questa categoria di esche è molto versatile ma anche poco utilizzata per la ricerca del pesce serra, ancora meno dei minnow.
Al contrario di quanto si possa pensare, oltre ad emettere un minor numero di vibrazioni consentono una lanciabilità ottima, in più i modelli sinking possono essere lavorati in vari strati d’acqua.
Si possono utilizzare anche in condizioni di schiuma, ma io preferisco montarli in acqua calma, specialmente i modelli floating che hanno un nuoto sinuoso che produce un minor numero di spruzzi e rumori, che spesso infastidiscono in maniera negativa i serra.
Succede di frequente che i serra specialmente in condizioni di mare piatto e acqua bassa vogliono presentazioni naturali e delicate.
Sono esche molto personalizzabili, infatti si possono muovere in una miriade di modi, recuperate velocemente a galla o a jerkate sotto la superficie e chi più ne ha più ne metta, inoltre anche le taglie più piccole spesso raggiungono distanze ragguardevoli.
Utilizzo queste esche praticamente solo in bassi fondali con acqua calma e cristallina nei periodi invernali, abbinate a canne medio leggere quando vado a pescare nelle foci per la ricerca mista sia del serra che della regina.
Wtd – Le migliori esche artificiali per la pesca a spinning al pesce serra

Questa categoria di artificiali è una delle più utilizzate per la pesca del serra e non devono mai mancare nella cassetta.
Sono utilizzabili sia in condizioni di mare piatto sia in condizioni di mare leggermente formato.
Il suo nuoto, anch’esso molto personalizzabile, è letale in molte situazioni.
Può essere mossa con jerkate più o meno ampie e varie velocità a seconda dell’attività dei pesci.
Mi sono ritrovato spesso ad effettuare recuperi lentissimi con accentuate sbandate laterali, al contrario di quanto si possa pensare.
Infatti si associa sempre il serra a recuperi dinamici e veloci ma non è così.
Spesso attacca anche con l’esca immobile su recuperi lentissimi.
Come altre esche artificiali ha un ampio range di dimensioni e colorazioni.
Su queste ultime c’è stato negli anni molto dibattito, ovvero se la colorazione è fondamentale su un esca di superficie.
Il contrasto dal basso con il sole senza dubbio la rende scura qualsiasi sia il colore del wtd.
Però c’è anche da dire che le sbandate che fa a destra e a sinistra mostrano leggermente i fianchi.
Io rimango sempre della solita filosofia, vado a montare di giorno con acqua piatta e cristallina colorazioni quanto più possibili naturali, mentre con acqua sporca, cielo nuvoloso, cambi di luce o di notte, mi sbizzarrisco andando a montare tonalità più accese.
Su questa tipologia di esche attenzione quando si vanno a sostituire le ancorine, perché specialmente nelle misure più piccole il nuoto può essere facilmente alterato risultando inproduttivo se aumentato troppo il peso.
Popper – Le migliori esche artificiali per la pesca a spinning al pesce serra

L’esca senza dubbio più divertente da utilizzare.
Ho effettuato con queste esche catture in qualsiasi condizione di luce, mare e stagione, però per quanto mi riguarda i popper vanno montati in condizioni di mare mosso o molto mosso e venti sostenuti.
Infatti il popper grazie alla sua ampia bocca riesce a tenere l’acqua e rimanere in pesca nelle condizioni più avverse, in più oltre ad essere molto divertente da utilizzare produce rumori e schizzi molto intensi che il pesce in quel marasma noterà con più facilità.
Non amo utilizzarlo con acqua piatta perché a mio avviso un po’ troppo invasivo e spesso può andare a disturbare il predatore.
Comunque sia mi voglio dilungare ben poco su questa tipologia di esche, per me il serra è uguale a popper.
Ricordatevi sempre di scegliere modelli affidabili che tengono bene l’acqua e che si lancino a distanze ragguardevoli.
Le colorazioni che vado ad utilizzare con più frequenza sono quelle tendenti al bianco o al nero, comunque sia cerco sempre di rimanere su tinte prevalentemente non troppo sgargianti.
Needle

I needle inizialmente nati in altri paesi per la pesca alla spigola e recuperati sotto la superficie dell’acqua, adesso o almeno negli ultimi anni sono esplosi in Italia per la pesca e la ricerca del pesce serra topwater, ognuno di noi ne ha almeno uno nella cassetta.
Dalla forma tipicamente allungata va ad imitare una aguglia, pesce di cui il serra è ghiotto, specialmente nei mesi che vanno dal tardo periodo estivo fino all’autunno inoltrato, momenti nei quali vi è una maggior presenza sotto costa.
Queste esche dalle forme e dalle colorazioni più disparate, lavorano in maniera ottimale con recuperi similari a quelli dei wtd.
L’arma aggiuntiva che ha è senza dubbio il recupero lineare, infatti anche se poco utilizzato, spesso mi ha risolto brutte giornate di pesca.
Con esche galleggianti così sottili la scelta degli ancorotti è fondamentale.
Se si andrà a sbagliare col peso e dimensione risulterà molto difficile imprimere dei movimenti side to side alla nostra esca, quindi estrema attenzione con le varie sostituzioni.
Queste esca molto spesso sui serra in qualsiasi condizione di mare risulta avere una marcia in più, probabilmente grazie alla sua silhouette snella e sottile abbinata alla sua performante lanciabilità.
Aguglie snodate

Anche questa categoria di esche non è molto utilizzata e soprattutto non è di facile reperibilità.
Questa è un’esca che spesso e volentieri ha fatto la differenza in maniera impressionante.
Il recupero che dovrà essere utilizzato potrà avere vari gradi di velocità a seconda dell’attività e potrà essere recuperata sia a canna alta per fargli fare rumore sulla superficie dell’acqua, o lentamente a canna bassa per farla lavorare negli strati d’acqua inferiori.
La sua arma vincente è il nuoto praticamente identico a una piccola aguglia, infatti tutto il corpo dell’esca risulterà essere immobile è solo l’ultimo snodo della parte finale oscillerà in maniera più o meno accentuata come la coda di una vera aguglia.
Vi assicuro che in molte situazioni questa tipologia di esche sarà determinante.
Ovviamente non potrà essere utilizzata in condizioni di vento molto forte e mare mosso.
Una delle pecche principali purtroppo è la lanciabilità, non arriveranno mai alle distanze di altre esche.
Saponette – Le migliori esche artificiali per la pesca a spinning al pesce serra

Un’altra tipologia di esche ormai archiviata dai pescatori moderni sono le cosiddette skipping lures, ovvero le fantomatiche saponette.
Queste esche si differenziano dalle altre per la loro notevole lanciabilità e la loro forma molto semplice.
Quando si va a recuperarle con una velocità sostenuta, skippano sul pelo dell’acqua dando parvenza di un pesce – preda che scappa con vigore dal predatore.
Anche questa categoria ha risolto giornate caratterizzate da apatia da parte dei serra, stimolando a differenza di altre esche attacchi violenti.
Non mancano mai nella mia cassetta soprattutto quando vado a pescare dalla spiaggia e sono costretto a raggiungere secche e scalini di risacca molto lontani.
Il difetto principale delle saponette sono le numerose mangiate mancate.
Infatti per colpa del suo nuoto nervoso che vede l’esca più fuori dall’acqua che dentro e dell’unico amo o ancorotto in coda, il serra tende spesso a sbagliare la mangiata.
Io ho ovviato in parte al problema collegando all’ancorotto una girella resistente che tende a restare più bassa della linea dell’esca .
Ci sono inoltre una serie di altre tipologie di esche con le quali è possibile insidiare il serra, ma che non andrò a descrivervi, come ad esempio i metal jig o le esche siliconiche.
Con queste esche ho avuto negli anni catture sporadiche ma per vari motivi non sono propriamente esche da serra anche se ugualmente catturanti.
Per esempio le gomme anche se molto imitative tendono a rompersi facilmente con i denti dei serra.
Oppure i metal jig, essendo spesso di misure contenute tendono ad essere ingoiati, specialmente con serra di mole.
Comunque nella pesca, come tutti sappiamo la sorpresa è sempre dietro l’angolo e questo predatore in particolar modo può attaccare qualsiasi artificiale.
Questa è un infarinatura generale delle esche che principalmente porto con me nella ricerca di questo fantastico predatore, il pesce con il quale io e tanti altri spinner hanno cominciato a muovere i loro primi passi nello spinning in mare, anzi probabilmente questo è il predatore che quando ha cominciato a fare capolino sulle nostre coste ha portato con lui lo spinning nel mediterraneo italiano.
Un saluto,
Giacomo.
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