Le migliori esche artificiali siliconiche per la pesca al sarago

Le migliori esche artificiali siliconiche per la pesca al sarago

Salve a tutti anglers! In questo articolo vi parlerò delle migliori esche artificiali siliconiche per la pesca a spinning al sarago secondo la mia esperienza.

Come tutti ben sanno principalmente lo spinning al sarago si suddivide in due tipologie di esche, le soft bait e le hard bait .

Parlando di soft bait parliamo di tutto quel gruppo di esche silicone più o meno scentate con mille forme, dimensioni e colori.

Come ho già spiegato in articoli precedenti l’attrezzatura complessiva per quanto mi riguarda si differenzia, infatti per la pesca con le gomme utilizzo canne molto più lunghe e paraboliche, che mi consentono di gestire in maniera ottimale la situazione tra le onde.

In linea di massima tutte le forme che si vanno a montare sulla testina piombata sono funzionali, perché come sappiamo andiamo a pescare in condizioni di schiuma e di conseguenza di attività da parte dei saraghi più o meno accentuata.

Ma vanno fatte delle scelte per quanto riguarda la forma e il volume delle esche, infatti dobbiamo considerare che in base alle correnti e alla profondità su cui andremo a lavorare le eventuali appendici o la dimensione della gomma freneranno la caduta dell’esca o la aiuteranno al contrario a scendere sul fondo.

Queste considerazioni purtroppo non sono spiegabili, infatti dovrete vedere proprio in quel momento quale testina abbinare alla gomma, non ci sono regole assolute.

Farò alcuni esempi.

Se mi trovo a pescare su circa due metri d’acqua con un metro d’onda e una buona schiuma condita da una discreta corrente, per rimanere parallelo alle rocce e consentire la discesa dell’esca in maniera naturale, andrò a montare una testina da 3,5 gr con una gomma da 3 – 4 pollici sufficientemente voluminosa e con diverse appendici.

Le migliori esche artificiali siliconiche per la pesca al sarago

Questa scelta consente un ottimale rapporto tra il peso della testina e l’effetto paracadute della gomma.

Se voglio montare ad esempio vermi dritti che evitano totalmente l’effetto paracadute sulla discesa dell’esca, andrò a diminuire il peso della testina scendendo anche a un grammo e mezzo di peso.

Sembra paradossale, ma la discesa verso il fondo e la tenuta della corrente delle due montature differenti sarà più o meno identica.

Al contrario se mi trovo a pescare in circa 2 m d’acqua o mi trovo costretto a raggiungere distanze maggiori magari su massi staccati dalla costa dove infrangono le onde, necessito di peso maggiore per aumentare la distanza di lancio e devo rimediare all’ inevitabile discesa repentina verso il fondo con un’esca molto voluminosa che mi consente di rallentare quanto più possibile.

Come ben sapete i saraghi si muovono nella schiuma in cerca di prede paralleli ai costoni di roccia, anche in strettissimi spacchi.

La discesa dell’esca come ho già detto deve essere il più naturale possibile per imitare alla perfezione una piccola preda trascinata dalle correnti.

Il trucco principale è questo fondamentalmente, ma ci sono altre accortezze che possono fare la differenza.

Ad esempio evito totalmente di mettere il moschettone quando vado a pescare a gomma e lego il mio fluoro direttamente all’occhiello della testina piombata.

Inoltre monto finali molto lunghi anche due metri o più, di uno 0,20 – 0,22.

Questi finali lunghi e moderatamente sottili mi consentono di tagliare l’acqua in maniera ineccepibile e rimanere sensibile, insomma il giusto compromesso tenuta e leggerezza.

Mi piace immaginare questa tipologia di pesca come un immersione totale e fusione tra noi, l’attrezzatura e l’ambiente circostante una specie di poesia insomma.

Sono valide praticamente tutte le forme e colorazioni ma io preferisco imitazioni di gamberetti o anellidi e rimango comunque su tinte abbastanza naturali.

Mi rendo conto che senza senz’altro anche tinte più sgargianti possono funzionare, infatti quando vado a pescare con piccoli minnow utilizzo anche tinte sgargianti, ma per questo tipo di approccio mentalmente preferisco rimanere sul naturale.

Prediligo il rosso, rosa pallido, trasparente e tutte le varietà di bruni, questi sono alcuni esempi delle colorazioni che vado a montare.

Ci sono alcuni momenti o situazioni in cui anche se i saraghi sono di buone dimensioni tendono a mangiare in coda e a mutilare le nostre imitazioni, per questo ho trovato una soluzione.

Mi fabbrico dei piccoli assist che vado a chiudere nell’amo principale della testina.

Faccio un cortissimo spezzone di nylon dello 0,20, creo un asola scorrevole chiusa da un piccolo chicco di riso e all’estremità vado a legare un minuscolo amo che appunto nella parte finale della coda della mia gomma, in questa maniera riesco a ferrare anche i saraghi più indecisi.

Tendo sempre ad evitare questa soluzione.

Il primo punto è l’aumento esponenziale degli incagli, il secondo è che si va a perdere la potenza totale dell’intero assetto.

Per quanto riguarda la pesca al sarago con le esche siliconiche fondamentalmente non c’è molto altro da dire, se non che se si va ad operare in bassissimi fondali dal metro a scendere sconsiglio l’utilizzo della gomma e favorisco l’approccio con le hard bait, che oltre ad essere più dinamiche risultano più efficaci e pratiche.

Questo tipo di approccio in molte situazioni è decisivo.

L’azione di pesca singolare, in tanti casi risulta essere indispensabile.

Non vi resta che prepararvi ed andare ad esplorare e divertirvi fra le schiumate delle vostre coste rocciose alla ricerca di questi meravigliosi sparidi.

Grazie per aver letto fino a qui. Lascia un commento se l’articolo ti è piuciuto, lo hai trovato interessante oppure se vuoi chiedermi qualcosa, sarò felice di risponderti!

Un saluto,

Giacomo.

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