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Incontro con un grosso luccio a topwater

Salve a tutti anglers! Oggi andrò a raccontarvi una delle esperienze di pesca più adrenaliniche che abbia mai effettuato, la pesca al luccio a topwater con la rana.

Dopo tanto tempo io ed i miei amici ci decidiamo ad organizzare una battuta di pesca al luccio in un lago appenninico non poco lontano da casa nostra.

Avevamo sentito parlare a lungo della bellezza e dei lucci che che poteva offrire questo splendido bacino d’acqua.

Informandoci, sapevamo che l’ambiente era caratterizzato da acque relativamente basse e da una rete intricata di canneti e alghe affioranti.

La scelta dell’attrezzatura ricadde quindi su una combo da casting di discreta potenza e un’azione di pesca improntata quasi solo esclusivamente su la ricerca dell’esocide in topwater.

Io decido di portare oltre che ad una discreta quantità di rane di gomma, la mia fidata airrus wresler da 4 oz con abbinato il tatula, imbobinato un buon trecciato con annesso cavetto da 80 lb.

Può sembrare eccessivo e sovradimensionato il libraggio, ma quando si tratta di ferrare ed estirpare dal fitto della vegetazione acquatica pesci potenzialmente di taglia elevata, la prudenza non è mai troppa.

Dunque arriva il giorno fatidico, sveglia prestissimo, un buon caffè e via che si parte per questa nuova avventura.

Dopo diverse ore di viaggio, lasciamo alle nostre spalle la strada asfaltata e cominciamo ad entrare nello sterrato.

Davanti a noi si apre un paesaggio mozzafiato, un verde altopiano circondato dai monti dell’appennino, un’incantevole cartolina.

Arrivati in riva al lago, montiamo le nostre canne da pesca e cominciamo a lanciare le nostre esche su i fitti erbai che si estendono a perdita d’occhio.

Le prime fragorose mangiate non tardano ad arrivare e deliziano la nostra vista con spettacolari capriole a fior d’acqua.

Anche se le mangiate si susseguono numerose, i pesci effettivamente incannati sono pochi e quelli tirati a secco ancora meno, la colpa ovviamente è dell’intricata rete di alghe rigide che non favorisce un angolo corretto della ferrata a distanza, se poi ci vogliamo unire la durezza dell’apparato boccale del luccio e della sua sprecisione nell’attacco a galla il dilemma è presto svelato.

Nonostante ciò, alcuni esemplari discreti ed in forma smagliante si sono mostrati per essere immortalati dalle nostre macchine fotografiche.

Durante la giornata si alternano momenti di attività susseguiti da tempi morti, facendoci capire che in questo ambiente gli esocidi hanno molteplici e brevi finestre di attività.

Ad un certo punto decidiamo di dividerci a coppie formate da due persone, battendo più acqua e più spot, per vedere se trovavamo punti dove il pesce sarebbe stato in maggiore attività.

Noto un grosso fascio di cannucce staccato dalla sponda e decido di addentrarmi all’interno di esse per far passare la mia rana nei punti più inaccessibili.

L’acqua si alza sempre di più arrivando quasi al limite dei miei waders.

Primo lancio, l’esca cade nel fitto delle canne e la faccio uscire a strappetti nervosi verso di me.

Noto uscire come un fulmine dalla vegetazione una sagoma enorme, fermo la rana a due metri di distanza da me, il grosso luccio dopo un’istante di esitazione spalanca le sue enormi fauci e fagocita completamente la mia esca di gomma, aspetto con freddezza ce giri la testa e imprimo una potentissima ferrata con entrambe le mani.

Incanno il coccodrillo! La prima potente fuga fa sparire canna e braccia sott’acqua, è veramente un’esemplare maestoso.

Indietreggio, controllando le testate del pesce e pregando dio che non si slami, per portare l’animale a terra, dopo un breve ma adrenalinico combattimento e un trambusto incredibile, finalmente tengo tra le mani il mio record personale.

Un pesce pesce con una corporatura massiccia, pesantissimo, che fa fermare il metro a 102 cm.

L’ amo singolo della rana si era ben piantato nelle placche di denti nel palato, lo slamo, e dopo qualche foto ricordo riossigeno e via di nuovo libero.

L’emozione di rivedere nuotare libero un pesce del genere è la più bella delle emozioni.

luccio a topwater

La giornata giunge al termine, e salutiamo con estrema gratitudine questo splendido altopiano, con impresse in mente le spettacolari esplosioni a galla dei lucci e del maestoso animale che è venuto a farmi visita, sono davvero grato per le emozioni e la passione che mi fa vivere ogni volta questa splendida disciplina.

Un saluto,

Giacomo

luccio a topwater

Articolo precedente: Spinning alla Leccia con mare mosso: i miei consigli

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