Pesca a Mosca ai cavedani con i terrestrial

Pesca a Mosca ai grossi cavedani con i terrestrial

Salve a tutti anglers! In questo articolo vi parlerò della pesca a mosca con i terrestrial ai grandi cavedani di fiume.

Da qualche anno mi sono approcciato a questa tecnica per la ricerca del cavedano, che mi ha regalato delle grosse soddisfazioni.

Ovviamente vi parlerò in questo articolo della mia modesta esperienza personale.

Tutto è cominciato nel mio fiume l’elsa, un fiume ricco di cavedani in cui vivono anche esemplari che chiamare grossi sarebbe riduttivo.

Da anni pesco in questo fiume e lo conosco come le mie tasche, come conosco alla perfezione i luoghi dove vanno ad appostarsi i cavedani in qualsiasi stagione dell’anno.

Ho notato che a spinning la cattura di esemplari dal record comunque sia è molto rara, infatti il corso d’acqua è caratterizzato da acqua cristallina e i grossi cavedani sono molto smaliziati, come si dice, sanno leggere e scrivere.

Con le giuste accortezze e con una profonda conoscenza dello spot non è raro durante l’arco dell’anno fare l’incontro con pesci dal chilo e mezzo fino ai 2 kg e poco più, ma la cattura delle vecchie nonne del fiume che arrivano a superare i due kg e più risulta essere difficoltosa.

Pesca a Mosca ai cavedani con i terrestrial

Così per vedere se qualcosa poteva stimolare in maniera più naturale le abboccate di questi mostri, ho cominciato timidamente qualche anno fa ad approcciarmi alla tecnica della mosca, in particolar modo nelle giornate estive vado a pescare con imitazioni di insetti terrestri, ovvero i cosiddetti terrestrial.

L’approccio per cercare di catturare qualche grosso cavedano non è proprio la classica azione di pesca che tutti conosciamo più statica.

Infatti vado io a cercarmi i pesci intenti a mangiare qualsivoglia tipo di insetto che cade dalle fronde degli alberi o dai fitti roveti che sovrastano le verdi acque.

Cammino in maniera il più circospetta possibile, risalendo il fiume con quattro o cinque metri di coda fra le mani e un paio di metri di coda fuori dalla canna, con la corrente che tiene ben steso il finale e l’imitazione alle mie spalle, cambiando da destra a sinistra la posizione della canna ogni qualvolta qualche ostacolo nell’acqua possa fare incagliare fastidiosamente la mia imitazione.

Nel periodo estivo i grossi ciprinidi si appostano alla fine dei piattaioni, subito prima dell’inizio delle rapide o all’inizio di queste buche d’acqua a lento scorrimento dove la corrente smorza leggermente.

I punti migliori ovviamente sono zone ombreggiate sovrastate da vegetazione che lambisce l’acqua, dove i grossi cavedani aspettano ogni sorta di insetto che gli si posi davanti o che gli viene trasportato dalla corrente.

Pesca a Mosca ai cavedani con i terrestrial

Utilizzo una classica canna da trota con coda 4 galleggiante e finali in nylon che non comprometterebbero la galleggiabilità delle imitazioni a differenza dei fluorocarbon, che avranno una lunghezza di circa tre metri.

I finali non devono mai superare diametri dello 0,12 – 0,14.

Le esche che ho visto essere più efficaci sono imitazioni di cavallette e piccoli maggiolini, sapientemente costruiti da Gianni, un grande pescatore a mosca e bravissimo costruttore.

L’azione di pesca rispetto allo spinning è molto più lenta.

L’avvicinamento è senza dubbio più importante della presentazione stessa.

Cerco di camminare con un profilo basso e ponderando ogni singolo passo per cercare di creare una minor quantità di turbolenze nell’acqua e rendere i miei passi più silenziosi possibili sul fondale ciottoloso e calcareo.

I lanci dovranno essere comunque sia molto precisi.

Pesca a Mosca ai cavedani con i terrestrial

Spesso gli spazi ristretti e la fitta vegetazione riparia ci costringeranno a vere e proprie carambole durante l’azione di lancio.

I grossi cavedani che stazionano sotto i roveti non cederanno alla tentazione della nostra limitazione se questa cadrà a poca distanza da essi.

Infatti queste furbe nonne del fiume sanno bene da dove proviene il cibo e non saremo certo noi a convincerle del contrario.

Dovremo lanciare la nostra imitazione con molta precisione oltre i rami che lambiscono l’acqua e farla passare con delicatezza evitando dragaggi della coda proprio in quell’ intrigato labirinto di macchia.

Ci siamo sono in traiettoria.

A quel punto confidando che il più grosso del branco vada mordere per primo, il cuore si ferma per un’istante, si alzano e se tutto è fatto nel modo corretto, uno di loro aprirà lentamente la bocca ghermendo l’imitazione.

Ne seguirà una rapida e veloce ferrata ed un combattimento che con questi fili sottili e questi pesi ragguardevoli sarà senza dubbio impegnativo ma molto soddisfacente.

Succede a volte che il cavedano salga, ma in un primo momento rifiuti l’esca, sarà nostra accortezza muovere l’insetto facendolo scorrere sul pelo dell’acqua come se gli stesse sfuggendo, per riuscire a stimolare l’attacco.

Spesso questo movimento risulta efficace ai fini della cattura.

La pesca a mosca al cavedano oltre ad essere più efficace rispetto allo spinning per la cattura di esemplari di grosse dimensioni è inesorabilmente a mio parere anche molto più appagante.

Negli ultimi tempi infatti sto insidiando il cavedano solo con queste modalità.

Inoltre la lentezza di questa disciplina mi ha fatto spesso notare cose e particolari che in tutti questi anni non avevo notato con la tecnica dello spinning.

Pesca a Mosca ai cavedani con i terrestrial

Pura poesia è stare in wading nelle fresche acque del fiume con i rumori della natura e assorbire tutte le vibrazioni positive che la tecnica della mosca può dare.

Ed è stato molto stimolante per me, perché ogni movimento, ogni lancio è pensato e ragionato più che mai.

Come ho già detto sono già riuscito a raggiungere dei risultati molto soddisfacenti, ma so’ bene che nel fiume vivono alcune nonne di oltre due chili e mezzo di peso.

Questo infatti sarà l’obiettivo di ogni mia battuta di pesca a mosca in questo meraviglioso fiume, il mio fiume.

Un saluto,

Giacomo.

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