Pesca a spinning al dentice: la scelta dei finali

Pesca a spinning al dentice: la scelta dei finali

Salve a tutti anglers! In questo articolo cercherò di suddividere e di parlarvi della mia personale scelta dei finali per quanto riguarda la pesca a spinning al dentice da terra.

Partiamo dal presupposto che ognuno di noi a seconda del proprio bagaglio di esperienze, opta per scelte differenti.

Non per forza le accortezze che utilizzo io possono essere applicate in maniera universale, ci tengo a dire questo per il semplice fatto che ogni spot che si trova nella nostra meravigliosa penisola, non segue le stesse precise regole e la scelta dei terminali varia, anche se a grandi linee le scelte variano di poco.

Finali generici – Terminali spinning al dentice

Nella stragrande maggioranza dei casi quando vado a pescare il dentice utilizzo sempre stesso diametro di trecciato e stesso diametro di fluorocarbon.

Infatti negli anni ho selezionato il giusto compromesso tra leggerezza (se leggerezza si può chiamare) e potenza, che mi garantisce una perfetta sicurezza quando dall’ altro lato della lenza mi trovo a dover combattere pesci di fondo come dentici di taglia o magari cernie.

Infatti come tutti sappiamo con questi pesci c’è poco da scherzare specialmente da terra.

Dobbiamo combattere con pesci comunque sia potenti, aiutati anche da taglienti rocce e magari anche mare agitato e forti correnti.

Da diversi anni infatti carico nei miei saltiga trecciati pe 2.5, ognuno di noi avrà il suo di fiducia e come terminale utilizzo un fluorocarbon dello 0,62.

I mie preferiti sono principalmente tre, il buon vecchio seaguar come scelta principale, ma non disdegno sufix e infine momoi.

Lo 0,62 ha una buona resistenza allo sfregamento sulle rocce e mi consente come ho già detto di stare sufficientemente tranquillo, e nel 90% delle mie pescate è lui che vado a montare.

Pesca a spinning al dentice: la scelta dei finali

Mareggiate importanti – Terminali spinning al dentice

Quando vado ad affrontare mareggiate o scadute con mare ancora molto rabbioso la scelta ricade su impianti più potenti.

Mi sono ritrovato spesso ad affrontare battute di pesca al dentice con 3-4 mt d’onda e correnti spaventose condite conseguentemente con forti risacche.

In queste condizioni meteo marine, necessita pescare da zone sopraelevate e spesso di dover forzare molto il pesce per issarlo a terra.

Di rado vado a pescare con esche che non siano metal jig, di pesi anche importanti, per riuscire a rimanere correttamente in pesca.

La sensibilità qui serve relativamente.

Vado a montare trecciati pe 3 – 4, con finali in fluorocarbon dello 0,70 – 0,75.

Questi ultimi mi daranno garanzia di tenuta e mi aiuteranno anche a issare pesci discreti da certe altezza senza temere che nulla ceda.

In queste condizioni i dentici non saranno insospettiti minimamente dalla dimensione del finale e non esiteranno ad attaccare.

Inutile dirlo aumentando trecce e finali, dovrà aumentare anche la potenza della canna e la dimensione dei mulinelli.

Pesca a spinning al dentice: la scelta dei finali

Particolari condizioni – Terminali spinning al dentice

Per particolari intendo tutte quelle condizioni dove o per la dimensione dell’esca o per la calma del momento e della stagione dovremo per forza diminuire per quanto possibile i nostri terminali.

Farò alcuni esempi in cui mi sono ritrovato.

Mese di Febbraio, acqua molto fredda e dentici che come sappiamo in questo periodo non legano l’attività ai cambi di luce.

Stavo pescando su 35 mt d’acqua e il leggero ponente rendeva l’acqua invernale cristallina e la visibilità era molta.

Avevo sotto i miei piedi grossi branchi di alacce di dimensioni contenute.

Stavo pescando con la mia attrezzatura classica ma non avvertivo alcuna mangiata nonostante ogni tanto riuscivo a scorgere qualche bel dentice che risaliva rapido per attaccare i pesci preda.

Per fortuna quel giorno avevo anche con me un attrezzatura più leggera, che mi consentiva di gestire in maniera ottimale jig di dimensioni contenute e treccia e finale più sottili.

La riduzione dell’ impianto pescante ha fatto si che potessi effettuare una bella cattura e una slamata.

Questo senza ombra di dubbio è riconducibile ad una minor visibilità del finale in fluorocarbon, infatti ero passato da un pe 2.5 e finale 0.62, ad un pe 1.2 con finale dello 0.37.

Inoltre con libraggi più contenuti anche le esche di minor dimensioni riescono a lavorare in maniera molto più naturale.

Di base a seconda della corrente presente, della schiuma e del fondale su cui andremo ad operare, la dimensione delle trecce “paracaduta” o meno le trattenute che andremo ad effettuare.

Ad esempio se ci troviamo di fronte ad un discreto mare con molta corrente anche se in fondali non necessariamente profondi, una gomma da 25 gr lavorerà in modo completamente errato se in bobina abbiamo un pe 2.5 o oltre.

Pesca a spinning al dentice: la scelta dei finali

Incontri indesiderati – Terminali spinning al dentice

Quando vado a fare battute di spinning leggero al sarago in fondali medio bassi, non è raro l’incontro con il dentice.

Infatti solo quest’anno ho perso due pesci per colpa dell’attrezzatura sottodimensionata.

Mentre si ricercano saraghi nella schiuma in spacchi e scalini poco profondi, specialmente in presenza di buona schiuma, quando si va ad aumentare la taglia delle esche, in prevalenza io utilizzo minnow, può succedere di ritrovarsi dall’altra parte della lenza predatori maggiori, ed è sempre bene combatterli in maniera adeguata.

I finali che fino a poco tempo fa utilizzavo per il sarago erano pe 0.8 e fluoro dello 0.20 mm.

Questa scelta mi fa essere preciso e leggero nelle passate e mi consente di gestire egregiamente anche le più potenti fughe dei saraghi più grandi.

In alcune circostanze mi trovo costretto a montare minnow di taglia superiore per contrastare particolari spot o condizioni di vento, o strutture a distanze maggiori che con artificiali di 5 cm non riuscirei a raggiungere.

Salendo con la taglia oltre che i saraghi, anche dentici fino a poco più di due kg di peso attaccano senza problemi.

Un dentice anche di un kg e mezzo agganciato in bassi fondali con schiuma diventa veramente duro da combattere con i libraggi sopracitati.

Quindi mi sono dovuto adattare con dei terminali che mi dessero maggior sicurezza in questi casi, ma che al contempo mi facessero pescare perfettamente anche con piccoli minnow.

Se la dimensione di treccia e finale fosse troppo grande si perderebbe metri di lancio preziosi e sensibilità nel gestire tra mare e onde minnow da 5 cm.

La scelta su cui ho optato e che mi consente di tenere due piedi in una scarpa ricade su un buon trecciato pe 1.0 e finale in fluoro dello 0.26.

Con questa soluzione riescono a gestire anche dentici di discreta taglia ovviamente a patto che non si parli di pezzature maggiori.

Comunque in questi spot con fondali molto bassi non mi sono mai ritrovato a combattere dentici superiori ai due kg di peso.

Questi son i finali e le scelte che adopero per coprire un po’ tutte le situazioni.

Pesca a spinning al dentice: la scelta dei finali

Anche se come ho già detto ogni regione, ogni spot fa storia a se, quello che volevo era solamente essere di aiuto a quei pescatori che si sono affacciati da poco a questa fantastica pesca e si ritrova a fronteggiare i milioni di dubbi.

Vedrete che la pesca a spinning al dentice vi catturerà completamente.

Grazie per aver letto fino a qui. Lascia un commento se l’articolo ti è piuciuto, lo hai trovato interessante oppure se vuoi chiedermi qualcosa, sarò felice di risponderti!

Un saluto,

Giacomo.

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