Pesca a spinning al Pollack in Irlanda

Pesca a spinning al Pollack in Irlanda

Salve a tutti angelrs! In questo articolo vi racconterò di una meravigliosa esperienza di pesca a spinning al Pollack nelle fredde acque dell’Atlantico del Nord, nel dettaglio nella zona del Connemara nell’Irlanda selvaggia.

Alcuni miei amici negli anni avevano avuto a che fare in maniera sporadica e casuale con questi particolari pesci, i Pollack.

Ero sempre stato incuriosito da questo pesce ma mai vi era stata l’occasione di dedicarvi un viaggio di pesca, vuoi per la ricerca di prede diverse, vuoi per la poca disponibilità di informazioni effettive che circolavano per la ricerca specifica di questo pesce.

Quest’anno inaspettatamente ricevo una chiamata dal buon Riccardo e dopo i vari convenevoli mi comunica che gli sarebbe piaciuto organizzare un gruppo di pesca in un meraviglioso lodge in Irlanda sul lago Corrib.

Mi racconta che questo lodge aveva bisogno di un gruppo di pescatori che facessero un po’ di pubblicità e allo stesso tempo tastare un po’ il terreno per la ricerca e la pesca del Pollack nelle selvaggie scogliere irlandesi.

Dopo avermi comunicato i partecipanti di questa spedizione, guardo la disponibilità di ferie e accetto l’invito.

Come tutti ben sanno l’Irlanda è conosciuta per la sua abbondanza di trote e lucci, ma in pochi prendono in considerazione il potenziale che riserva l’Atlantico del Nord.

Comincio a fare qualche ricerca per guardare un po’ le scogliere, le batimetriche e le zone di pesca.

Noi alloggiamo nella zona del Connemara, una parte dell’Irlanda quasi dimenticata da Dio, selvaggia e in molti punti inaccessibile da riva.

Inoltre eravamo vicinissimi all’unico fiordo irlandese, il killary Harbour.

Dopo un paio di mesi di attesa arriva il momento della partenza.

Parto da Roma con gli amici Bob, Pier e Aurelio e faccio la conoscenza per la prima volta degli ultimi due.

Una volta arrivati a Dublino, loro partono immediatamente con la macchina a noleggio, ed io insieme al buon lordfish, che viene dalle Canarie, aspettiamo Giuseppe in arrivo da Nizza per prendere una macchina e avviarci anche noi verso il Corrib Lodge.


Nel viaggio di andata tutti e tre facciamo conoscenza e fra le varie risate parliamo delle nostre esperienze, ragionando sul fatto che nessuno aveva mai avuto a che fare con questo singolare pesce.

Arrivati a destinazione, con la difficoltà della guida a sinistra, si apre davanti a noi un posto meraviglioso, uno splendido Lodge curato nei minimi dettagli sulle rive del suggestivo Lake conrrib uno dei laghi più famosi per la pesca al luccio d’Irlanda.

Premetto che un paio di uscite al luccio le abbiamo fatte e qualche luccio è anche uscito, ma in questo articolo mi concentrerò sulla ricerca del Pollack.

Dopo un caldo Benvenuto datoci dal proprietario della struttura, prepariamo le attrezzature per il giorno dopo e ce ne andiamo a letto dopo una splendida cena preparata dalle sapieti mani di Guglielmo.

Sveglia presto e con Guglielmo e gli altri ci dirigiamo verso il fiordo.

I paesaggi che vedo lasciano letteralmente senza fiato.

Il verde intenso dei paesaggi si mescola alle centinaia di arcobaleni e all’infinita d’acqua tipica del paese.

Il piano della prima battuta di pesca è chiaro:

Guglielmo ci spiega che ci lascerà su una delle centinaia di isolotti al largo del fiordo e ci verrà a riprendere al tramonto.

Dopo un po’ di diatribe per mettere la barca a mollo si parte, in viaggio verso una di queste isole.

Nel tragitto, “cecio” ci spiegava le batimetriche che vi erano intorno all’Isola.

Nella parte interna nel canale di entrata del fiordo vi era un drop off che scendeva fino a 40 metri, mentre nel lato aperto i fondali erano bassi e si aggiravano intorno ai 10 metri di profondità o meno.

Pesca a spinning al Pollack in Irlanda

Dopo un rocambolesco sbarco, il gruppo decide di rimanere riparato dal vento e dalle onde pescando appunto nel profondo canale, io invece non resisto alla tentazione e decido di andare a cercare la schiuma nel lato opposto del piccolo isolotto.

C’è da stare molto attenti ad avventurarsi su punte e pennelli, bisogna tenere sempre d’occhio la marea e le onde, che in questi posti non scherzano, in più le rocce basaltiche sono veramente scivolose e non solo quelle limitrofe al mare, ma visto le incessanti pioggerelle che si susseguono perpetue per tutto il giorno, anche le rocce distanti dall’acqua solo perennemente bagnate e scivolose.

In più come ho già detto, visto che qui le escursioni di marea sono veramente alte, circa 5-6 metri di escursione, si rischia di rimanere intrappolati su prolungamenti di scogliera dove in condizione di bassa marea ci sembra che il mare non vi arrivi.

Ovviamente un trucco per capire fino a dove arriva la marea è guardare dove ci sono alghe attaccate sulle rocce, come ad esempio il kelp, le piante famose che regnano incontrastate nell’ Atlantico del nord.

Con me avevo due canne, la labbrax XX con lo stella, PE 1.5 e finale del 50, poi una G.Loomis da un’oncia, con il certate e il finale del 37 per pescare un po’ più leggero.

Stando attento al ritmo delle forti onde cominciò a pescare nella parte aperta, ma dopo una quarantina di minuti di pesca non avverto niente.

Ovviamente mi stavo chiedendo quali erano i comportamenti di questi pesci, dove stazionavano e soprattutto quale esca artificiale preferivano.

Pescavo alternando metal jig da 40-50g e in zone più frastagliate dove vi erano le foreste di kelp sondavo l’acqua con delle gomme.

Dopo un po’, sempre distante dagli altri, vado in un punto dove la schiuma smorza leggermente e davanti vi era un’altra isola distante circa 400-500 metri dalla nostra.

In questa zona c’era un canale non molto profondo, dove si formava una forte corrente e sotto ai miei piedi un infinito cordone di sardine.



Dopo un po’ di lanci con l’attrezzatura più pesante decido di prendere in mano la loomis e montare un jig da 20 grammi.

Alla prima calata subito una mangiata, ferro e dopo un bel combattimento riesco a portare a riva un tordo xxl da circa un chilo e mezzo.

Un’ animale fantastico, bellissimo, non avevo mai visto un pesce così dal vero.

Dopo le foto di rito continuo a lanciare e ad ogni lancio abboccava uno sgombro di taglia.

Non davano tregua, non c’era un lancio che il mio jig non veniva morso.

Dopo circa tre ore che stavo pescando da solo lordfish mi chiama per sapere se ero sempre vivo e mi comunica che loro avevano visto poco o niente.

Dopo avergli raccontato della quantità di sgombri che stavo prendendo, decide di raggiungermi.

La marea iniziava a salire e il tramonto arrivava inesorabile.

Appena arriva anche lui interagisce con i maledetti sgombri, ma da lì a poco tutto sarebbe cessato.

Ci spostiamo nella parte dove questo canale usciva il mare aperto.

Da subito non so se per l’alzarsi della marea o per l’arrivo del tramonto, Francesco incanna il suo primo piccolo Pollack praticamente sotto ai piedi.

Eravamo felicissimi, finalmente anche se piccolo uno si era palesato.

Pesca a spinning al Pollack in Irlanda

Mi sposto un po’ più a sinistra e dopo un lungo lancio è un altrettanto lungo recupero a dente di sega, proprio mentre stò tirando fuori il jig, un pesce di taglia spunta dallo scalino sbagliandomi l’esca.

Non capisco di cosa si tratta, vista la poca visibilità, quindi rilancio proprio lì sotto e quando chiudo l’archetto il pesce era attaccato, due belle testate e delle potenti fughe che con l’oncia erano triplicate e quando vedo aggallare il pesce, mi rendo conto che era un bellissimo pollack.

Riesco a issarlo con l’onda e finalmente tengo fra le mani il mio primo Pollack di circa due kg e mezzo.

Ero veramente felice, ma non sapevo quello che sarebbe successo di lì a poco.

Arriva anche lord.

Lanciavamo a pendolo sotto i nostri piedi e ad ogni singola calata vi era un incannata di pesci di bellissima taglia.

Non credevamo a quello che ci stava succedendo, fra pesci slamati, mangiate a vuoto e incannate, abbiamo passato 40 minuti senza renderci conto di quello che stava succedendo.

Avevamo sotto i nostri piedi probabilmente attirati dalle sardine un branco enorme di Pollack.

Ad un certo punto Aurelio chiama Francesco e gli comunica quello che stava succedendo e lui immediatamente raggruppa tutti e negli ultimi 20 minuti di luce decidono di fare un disperato spostamento per raggiungerci, visto la poca attività che avevano trovato dall’altro lato.

Per questioni pratiche si fermano a circa 200 metri da noi ed anche loro interagiscono con i pollack.

Con il calare delle tenebre tutto cessa improvvisamente come era iniziato.

A questo punto Guglielmo viene a prenderci con la barca e con non poca difficoltà riusciamo tutti a salire a bordo e prendiamo la via di casa, con un viaggio di ritorno a dir poco rocambolesco, tra mare mosso e pioggia incessante.

Una volta arrivati in hotel dopo una doccia calda ce ne andiamo a cena.

A tavola fra le varie risate ci confrontiamo un po’ sul comportamento di questo pesce.

Abbiamo capito che caccia dove c’è roccia e Kenlp, spesso proprio a ridosso delle pareti e più o meno come una spigola, non essendo proprio un fulmine di guerra, sferra attacchi aiutato dalla poca luce e dalla schiuma.

Il secondo giorno dedicato alla ricerca di questo pesce è stato a dir poco disastroso e avvilente, perché in pratica non conoscendo il territorio e non conoscendo effettivamente le condizioni che gli spot che avevamo trovato ci avrebbero offerto, siamo stati tutto il giorno successivo in macchina a spostarci a destra e sinistra per riuscire a trovare dei punti utili, che sottolineo non abbiamo trovato, tornando tutti a casa con pochi pescetti, tanta delusione e tanta stanchezza.

Nell’ultimo uscita in saltwater ci affidiamo ad un dipendente del corrib ovviamente irlandese, che sporadicamente pesca e decidiamo di improntare la pescata a spigole.

Nella zona dove eravamo noi, i branchi di spigole arrivano in massa durante la primavera ma i posti più redditizi si trovavano nelle coste sud dell’Irlanda, ma decidiamo di provarci ugualmente.

Improntiamo la pescata all’interno del fiordo, nella zona finale per la precisione, dove con il salire della corrente e della marea si formavano forti correnti di entrata che portavano con se il foraggio e dietro ad esso ovviamente i predatori, quali le spigole.

Ci posizioniamo in una correntona di entrata e peschiamo come dei matti sotto acqua, vento e freddo, per gran parte della giornata vedendo qualche pesce cacciare ma non interagendo assolutamente con niente.


Completamente stremati e infreddoliti dalla pioggia incessante che raramente ci dà tregua durante il giorno, decidiamo consigliati dal signore del posto di spostarci ed andare a vedere uno spot nei pressi di uno spiaggione. Alla sinistra di esso cominciava una scogliera bassa.

Lui ci dice che in quello spot oltre che alle spigole c’è la possibilità di incontrare anche il Pollack.

Ci estendiamo tutti in questa scogliera e aiutati dall’arrivo nel buio arrivano anche le prime catture.

Pesca a spinning al Pollack in Irlanda

Oltre a qualche spigola di piccola taglia presa con piccoli Jerk nella bassa scogliera battuta dalla schiuma, vengono anche a farci visita pollack di ogni sorta di taglia.

Lo spostamento in calcio d’angolo ci salva da un inesorabile cappotto, facendoci allietare una giornata che fino a quel momento era risultata improduttiva.

L’ultimo giorno di pesca ci siamo divisi in due gruppi, uno dov’ero presente anche io è andato alla ricerca del luccio nel lago corrib.

L’altro è ritornato in uno spot diverso alla ricerca del Pollack.

Questa è stata a grandi linee la bellissima e stimolante vacanza di pesca in Irlanda, alla ricerca del famoso pollack.

Un pesce con caratteristiche di caccia molto simili alla nostra spigola.

Infatti il suo comportamento di caccia è dalla scogliera tra schiuma e rocce dove può appostarsi, senza dimenticare il suo amore per la vegetazione acquatica, sfruttata anch’essa per la caccia.

Anche questa specie è stata spuntata dalla lista.

Un viaggio che senza dubbio rimarrà impresso e indelebile negli anni nella mia mente, non solo per i meravigliosi posti ma anche per la splendida compagnia, dove si sono incontrate personalità diverse ma accomunate da un’unica passione, la pesca.

Detto questo posso dire tranquillamente che l’Irlanda non è solo terra di lucci e trote, ma può offrire divertimento anche in acqua salata.

Sicuramente tornerò a trovare Guglielmo per rifarmi gli occhi in questa meravigliosa terra, tentando ancora una volta la ricerca, con più consapevolezza, dell’iconico pesce d’acqua salata dell’Irlanda, il Pollack.

Grazie per aver letto fino a qui. Lascia un commento se l’articolo ti è piuciuto, lo hai trovato interessante oppure se vuoi chiedermi qualcosa, sarò felice di risponderti!

Un saluto,

Giacomo.

Potrebbe interessarti anche:

Pesca a spinning nelle isole atlantiche Portoghesi
Spinning landbased a Capo Verde: Ilha do Sal
Pesca a spinning in Messico

Se ti è piaciuto condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Unisciti a noi!

Iscriviti alla newsletter e ricevi subito il nostro contenuto gratuito! “Luna e pesca: particolari che contano”. Una lettura sull’influenza delle fasi lunari nei riguardi dei pesci, con una particolare attenzione al transito lunare, spesso e volentieri trascurato da noi pescatori.

Ti unirai così a una community di appassionati di pesca e sarai sempre aggiornato sui nuovi contenuti pubblicati.