Pesca a spinning alla spigola: due big inaspettate

Pesca a spinning alla spigola: due big inaspettate

Salve a tutti anglers! In questo articolo vi racconterò dell’inaspettato incontro con due grosse spigole con attrezzatura light, nonché di una delle prime pescate a spinning dedicate alla spigola della mia vita.

Era già da tempo che praticavo la pesca spinning in mare indirizzata ai pesci serra e in acque interne.

Già da un paio d’anni avevo cominciato ad interessarmi alla ricerca sporadica della regina dei nostri mari, avendo risultati alterni e di poco conto, dettati dall’inesperienza del tempo.

In quegli anni la passione era smisurata e la curiosità nell’affrontare questa nuova avventura mi accendeva un fuoco dentro e mi stimolava moltissimo.

Sono passati quasi 15 anni da quei tempi, ma tuttora non riesco a placare questa tremenda passione nonché la malattia che si chiama spinning.

Frequentavo ancora le scuole superiori, era il mese di Marzo e anche se non lo sapevo in quel periodo la spigola era appena uscita dalla frega e i grossi esemplari erano intenti a cibarsi per riprendere energie dalle fatiche della riproduzione.

I miei compagni di classe avevano organizzato una festa a casa di una mia amica giù al mare e sarebbero partiti Sabato nel pomeriggio per rimanere anche Domenica.

Io scelsi di andare a pesca la mattina presto di Domenica e raggiungerli dopo la pescata, in tarda mattinata.

Non guardai assolutamente niente, ne condizioni di marea, luna, ne altro, praticamente impostai una pescata completamente alla cieca, perché la voglia di lanciare era molta e ahimè non avevo la più pallida idea di quale fossero le condizioni ottimali per la ricerca della spigola.

La Domenica mattina verso le tre e mezzo, solo come un cane, preparai l’attrezzatura, la valigia e partii per la costa pieno di speranze e di voglia di pescare, ma senza la benché minima pretesa.

Arrivo sullo spot che conoscevo e vidi con stupore che le acque del canale erano completamente marroni e non avendo particolari conoscenze il morale andò subito sotto i piedi.

Già frequentavo il canale nella sua parte finale per la ricerca del pesce serra e in una sera d’estate casualmente lanciando il mio mommotti, speranzoso che un serra abboccasse, mi ritrovai dall’altra parte della lenza una splendida spigola di due chili e mezzo di peso.

Ma quel giorno dovevo pescare all’interno del canale o almeno così mi avevano detto.

Era lì che erano le spigole teoricamente e questa volta non aveva una potente canna per il pesce serra, ma mi ero portato l’unica combo utile che avevo in quegli anni.

Infatti avevo portato con me la nuova Force Master della Shimano da 2,10 mt, che lanciava dai 7 ai 20 grammi, abbinata ad un mulinello che molti di voi non conosceranno ma che ai tempi per me era un vero e proprio gioiello: lo Snwbee Raptor 2500.

Questo mulinello ormai fuori produzione da anni rimane come un vero e proprio totem sacro tutt’ oggi a casa mia.

Avevo montato sul mulinello un trecciato quattro fili dello 0,10, con un finale in fluorocarbon dello 0.20 mm e come esca, legata direttamente al fluoro, una testina da due grammi da waky per la pesca al bass e una piccola creatura anellata da 3 pollici a coda dritta appena appuntata in testa, per rendergli una maggiore libertà di nuoto e di movimento.

L’intero impianto pescante a oggi mi fa sorridere molto, mai in quelle situazioni di acqua torbida e ostacoli andrei ora a portare una attrezzatura così leggera.

Comincio a lanciare vicino a barche e pali di legno la mia piccola imitazione, che ricordo essere stata color cola e la faccio saltellare sul fondo nelle torbide acque del canale.

Dopo veramente pochissimi lanci incanno subito un pesce.

Lo porto a galla e con la pancia a terra, visto i sottili finali, riesco a infilargli il boga grip in bocca e lo tiro a terra.

Non potete immaginare la contentezza.

Pesca a spinning alla spigola: due big inaspettate

Ero arrivato in pesca alle 5:00 del mattino e alle 5:15 già avevo una spigola che fece fermare l’ago della bilancia a un 1,100 kg, che per me ai tempi era un grandissimo risultato.

Faccio le le foto ricordo con l’autoscatto e la mia vecchia macchinetta fotografica digitale e felice come non mai riprendo a lanciare la mia piccola esca.

Dopo quella cattura non avevo altre pretese, ma dopo circa una mezz’oretta di lanci all’ennesimo saltello incanno nuovamente.

Questa volta si tratta di un pesce di ben altra taglia che fa cantare la frizione e tiene il fondo.

Fortuna volle che non partisse in direzione dei paletti di legno o delle barche ormeggiate che avevo di fronte a me, ma nuotò alla mia sinistra e si dirige proprio sotto al ponte del canale.

Non avevo la benché minima idea della taglia del pesce.

Quindi abbasso la canna per evitare che il filo sfreghi contro le pareti mattonate del ponte e nel silenzio della notte emerge e fa una scodata a galla che mi fa subito capire che si tratta di un pesce di dimensioni ingenti.

Le acque ancora erano fredde e dunque la meravigliosa regina per fortuna non sprigionava la forza che avrebbe sprigionato in periodi di acqua più calda.

Riesco a portarla sotto al molo, mi metto pancia a terra e cerco di infilargli il boga in bocca.

Nel vedo non vedo dei lampioni non riuscivo a bogarla, ripartiva, arrivavo a malapena all’acqua pur sporgendomi.

Mentre era lì sotto vedo chiaramente che vomita un muggine di una ventina di centimetri.

Ancora non mi ero reso conto dell’effettiva stazza del pesce.

Il cuore mi batteva a mille, avevo una paura tremenda di perderla.

Finalmente dopo vari tentativi riesco a issarla e lì mi rendo veramente conto del pesce meraviglioso che era.

Non credo ai miei occhi non potevo essere stato così fortunato dissi tra me e me, ben due pesci e il secondo che fermò la bilancia a 5 kg esatti di peso, non credevo a quello che mi stava succedendo.

Era incredibile, una così piccola esca in una bocca così grande.

Faccio migliaia di foto e dopodichè non potevo non continuare a pescare.

I primi chiarori dell’alba cominciavano a farsi vedere.

Era circa un’ora che stavo pescando e già avevo avuto due incannate e dopo due lanci esatti arriva anche la terza.

Prende filo e dopo due pompate aggalla subito a centro canale, mi rendo subito conto che era più grande della spigola precedente.

Non mi rendevo conto se era un sogno o se era tutto reale.

Questo pesce però non fu così clemente come quello di prima, partì verso una barca ormeggiata e la sentì sgallare dalla parte opposta.

Dopo due o tre sfrizionate con il sottile trecciato a contatto con la chiglia della barca il filo si spezzò inesorabilmente.

Rimasi in quel momento impietrito, non tanto per non aver preso il pesce visto che ero già contento e non poco, ma per aver lasciato in bocca al povero animale esca e una decina di metri di trecciato.

Sapevo però che faceva parte del gioco.

Una volta fatto giorno, dopo aver lanciato per un’altra ora circa non ho altre interazioni, quindi decido di cessare la battuta di pesca e andarmene da miei amici.

Ero euforico è completamente sconcertato di quello che mi era accaduto.

Mi presento sotto casa e i miei compagni di scuola rimasero a bocca aperta da quello che c’era nel mio bagagliaio.

Ad oggi probabilmente non avrei mai trattenuto un pesce di quella taglia, ma quasi 15 anni fa quella splendida regina che mi aveva regalato quelle emozioni diventò il pranzo della Domenica e fu onorata in maniera egregia.

Quell’esperienza passata di pesca mi fece senz’altro capire che dovevo aumentare la potenza dell’intero impianto pescante e anche che quel giorno la fortuna aveva girato dalla mia parte.

Ovviamente avevo segnato tutte le condizioni presenti in quel momento per poter ripetere la cosa e rendermi conto dei momenti di attività che potevano facilitarmi l’incontro con la spigola in futuro.

Dopo quella pescata tante altre si sarebbero susseguite e tante altre catture negli anni a venire ci sarebbero state.

Quel giorno inconsapevolmente vari fattori si erano sovrapposti, piogge dei giorni passati, luna e picco di marea ed avevano consentito che tutto ciò accadesse.

Con il passare degli anni da quel giorno mio malgrado ho visto anche una terribile diminuzione delle spigole in quel determinato spot e in generale ed un aumento sostanziale degli spinner.

Infatti in quegli anni era raro trovare persone che pescavano a spinning in quello spot, nel 90% delle pescate ero sempre solo.

Comunque a parte questo la passione smisurata e la fortuna fecero si che una ormai lontana pescata rimanesse tutt’oggi indelebile nella mia mente.

Ogni singola scena di quella mattina è tutt’ora chiara e nitida e lo sarà per sempre.

Un saluto,

Giacomo.

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