Salve atutti anglers! In questo articolo vi racconterò di una meravigliosa scaduta in una scogliera caratterizzata principalmente da piane, che mi ha regalato diverse spigole a spinning di buona taglia.
Siamo nel mese di febbraio, un buon mese per la ricerca delle spigole in scogliera bassa.
Dopo tre giorni di discreto scirocco, il meteo diceva che ci sarebbe stato un cambio direzionale di vento da ovest, che avrebbe dato vita ad una scaduta che sulla carta sarebbe stata da manuale.
Ci sentiamo con l amico Mirko e decidiamo di improntare la pesca alla ricerca della regina, in un tratto di scogliera bassa caratterizzata da piane, buche e spacchi nella roccia e massoni.
Ambiente molto articolato e tecnico ma che al contempo alza l’asticella della difficoltà, infatti il lungo tratto di costa rendeva difficile l intercettazione della spigola.
Inoltre in questo spot bastava un minimo di mare sbagliato e sarebbe andato tutto a rotoli.
Infatti spesso l’ acqua diventava torba con mare troppo accentuato o vi era una presenza eccessiva di posidonia in sospensione che rendeva la pesca impossibile.
Altro fattore che metteva in dubbio la pescata era l’altezza dell’ onda, che se anche di poco troppo alta non ci consentiva di arrivare a lanciare negli accentuati gradini di roccia che la scogliera formava.
Decidiamo comunque di tentare la sorte.
Ci troviamo verso l’ ora di pranzo con Mirko e cominciamo a scendere il sentiero.
Decidiamo di improntare la pescata nel tardo pomeriggio fino all’ arrivo delle tenebre.
Appena ci affacciamo dall’ alto lo scenario sembrava perfetto: onda giusta e vento praticamente assente.

Arrivati all’ acqua ci rendiamo conto che non vi era neanche presenza di posidonia in sospensione, quindi tutto era perfetto, dovevamo soltanto avere la fortuna di incrociare nei migliaia punti di caccia una spigola.
Decidiamo di andare verso nord, lui comincia con la gomma e io anche.
Vado a montare una testina da 4 grammi, che con lo shad dal pronunciato puddle era la scelta più azzeccata, era il giusto compromesso peso/paracadute, consentendomi con la corrente presente in loco di restare perfettamente in pesca.
Ero pronto psicologicamente ad un pomeriggio di lanci senza avvertire alcuna mangiata.
Dopo pochi minuti di pesca in una vasta piana costellata da spacchi, dove alla sua sommità frangeva l onda e copriva di schiuma l’ intero piastrone.
Arrivo in concomitanza del primo spacco e l’ esca si ferma facendomi credere nell’incaglio, invece sento due testate, era lei non ci credo!

Dopo qualche fuga e varie carambole per portarla a terra riesco a tenere tra le mani una splendida spigola, non di taglia esagerata ma in questo contesto bellissima.
Dopo poco anche Mirko incanna, pescando parallelo a un crestone con acqua bassa dove la schiuma e la corrente formavano un meraviglioso spot.
Dopo 20 minuti di pesca eravamo già abbondantemente felici, questo spot negli anni ha sempre regalato più dolori che gioie.
La giornata sembrerebbe essere quella giusta, quindi continuiamo a pescare facendo passare fiduciosi le nostre gomme trasportate quasi in deriva dalla corrente.
Non tardano ad arrivare ulteriori catture con questa condizione, in quest’ambiente che a mio avviso è niente di meglio che possa desiderare un pescatore di spigole.
La maggior parte delle catture viene effettuata proprio quando l’esca fatta a lavorare sulle piane di roccia passa sopra gli spacchi che variano la profondità, dove palesemente le spigole erano posizionate immobili aspettando qualche pesce preda per poter sferrare l’attacco.

Con le canne di media potenza anche se tutte le spigole prese erano intorno al kg di peso, i combattimenti in quei complessi canali di roccia con quella corrente erano divertenti e sufficientemente difficoltosi, rendendo il tutto ancora più avvincente.
Non avevamo trovato pesci di mole ma eravamo tutte e due veramente appagati.
I pesci catturati si aggiravano tra gli 800 grammi e il chilo e due di peso.
Già soddisfatti ancora mancava più di un’ora al calar del sole e negli ultimi lanci prendiamo un altro paio di pesci di circa 600 g che verranno rilasciati.
In vista della cena che ci sarebbe stata la settimana successiva decidiamo di trattenere la maggior parte dei pesci, in tutto otto, ogni tanto è anche giusto godere dei sapori del mare in compagnia tra amici.
Decidiamo dunque di porre fine alla battuta di pesca e ritorniamo verso la macchina.

Ambedue abbiamo segnato sul nostro calendario la pescata appena fatta, perché eravamo consapevoli che circostanze simili erano difficili da replicare.
Una splendida scaduta in una avara scogliera caratterizzata da piane che ci aveva visto arrivare con un grosso capporto invernale ed andare via con una felpa, un inspiegabile aumento di temperatura nel giro di due – tre ore di pesca.
Rientriamo verso casa e ci salutiamo estremamente soddisfatti e appagati da questa meravigliosa pescata spinning alla spigola in scogliera bassa nelle piane rocciose.

Immortaliamo questa giornata ben fissa nei nostri ricordi per sempre, facendoci ricordare che la cosa fondamentale è provarci sempre, con passione e determinazione.
Grazie per aver letto fino a qui. Lascia un commento se l’articolo ti è piuciuto, lo hai trovato interessante oppure se vuoi chiedermi qualcosa, sarò felice di risponderti!
Un saluto,
Giacomo.
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