Pesca a spinning in mare: come affrontare le piene

Pesca a spinning in mare: come affrontare le piene

Salve a tutti anglers! In questo articolo vi parlerò di spinning in mare vi parlerò di come affrontare le piene nelle foci. In particolar modo delle dinamiche che si vanno a creare in condizioni di piena dei fiumi e delle specifiche condizioni biologiche che fanno sì che queste circostanze sebbene interpretate, siano favorevoli per la pesca.

Cominciamo con il dire che questo è un argomento molto vario e ampio.

Come tutti sappiamo quando il fiume fa una grossa piena, le acque limacciose che si riversano in mare creano una situazione di frenesia in tutti i predatori che frequentano queste zone.

Molti di voi penseranno ed in parte è vero, che le acque sature di detriti e terra spingono fuori dal fiume sino in mare tutti i pesci euralini che vivono e stazionano all’interno del corso, come ad esempio spigole o muggini.

Questa improvvisa piena raggrupperà e “sputerà” fuori dal fiume i pesci raggruppandoli nelle zone limitrofe alla foce.

Ma accade qualcosa di molto più importante a livello biologico e microbiologico, specialmente quando succede dopo mesi e mesi che le piogge importanti si fanno attendere.

Non sono mai situazioni scontate e la chiave di lettura è sempre variabile , infatti negli anni in prima persona mi sono ritrovato ad affrontare decine e decine di piene in diversi corsi d’acqua anche molto differenti fra loro, lasciandomi spesso con l’amaro in bocca.

Andiamo a vedere cosa succede nello specifico e parliamo dell’ecosistema salmastro, ovvero dove le acque dolci si fondono con le acque salate del mare.

L’ecosistema della foce dei fiumi è un ambiente molto dinamico e ricco di biodiversità, dove le acque dolci del fiume si mescolano con quelle salate del mare.

Questo ambiente noto come estuario ospita una varietà di specie adattate a vivere in acque che variano notevolmente di salinità, temperatura dell’acqua e velocità del flusso.

Le foci sono ecosistemi vitali per numerosi organismi acquatici e terrestri che trovano rifugio, cibo e luoghi di riproduzione.

La particolarità singolare dal punto di vista biologico è caratterizzata da piante e animali che si sono adattati a condizioni di salinità variabile.

I sedimenti ricchi di nutrienti portati dai fiumi creano condizioni favorevoli per la crescita di alghe e piante acquatiche, che a loro volta sostengono una catena alimentare complessa.

Pesca a spinning in mare: come affrontare le piene

Nella parte finale dei nostri amati fiumi si concentra la maggior parte dei sedimenti dell’intero corso e questa è una cosa molto importante anche per la pesca, infatti questa accumulo di sedimenti con l’arrivo della piena si arricchisce di nutrienti come azoto, fosforo e potassio provenienti dall’erosione delle terre circostanti, riversando in mare una miriade di nutrienti e particelle vegetali frutto della decomposizione della materia organica.

Inoltre si riversano improvvisamente in mare una grandissima quantità di plancton, in particolar modo fitoplancton e zooplancton, presenti in maniera massiccia nelle zone di acqua salmastra e sono fondamentali per l’attivazione della catena alimentare.

In poche parole oltre a costringere le spigole ad uscire in mare conseguentemente alla piena, mette anche questi predatori in attività frenetica e in condizioni ottimali per alimentarsi.

Le acque torbide del fiume mescolate a quelle del mare e le correnti che si vanno a creare sull’uscita del fiume, aiutano di non poco i predatori nella caccia dei pesci preda, che disorientati dalla corrente e la poca visibilità diventano facili prede.

Pesca a spinning in mare: come affrontare le piene

Ma come ho già detto il rischio di cappotto è comunque elevato.

Le piene nei mesi caldi sono senza dubbio le migliori, perché le alte temperature sia esterne e dell’acqua favoriscono una maggior proliferazione di microrganismi vegetali e animali e di conseguenza un maggiore apporto di nutrienti che va a riversarsi in mare.

Ovviamente anche con temperature più basse dei periodi invernali le piene sono senza dubbio un punto chiave.

Ricordiamoci però che come si dice, la prima è quella buona.

Ovvero mi sono ritrovato in annate dove vi sono state anche quattro piene per via delle capienti piogge, tutte in un periodo abbastanza ristretto di un paio di mesi o tre tra loro.

La seconda, la terza, la quarta piena del medesimo fiume non sarà produttiva come la prima, per ovvie ragioni, ad esempio la maggior parte dei nutrienti e dei sedimenti già sono state riversate in mare in precedenza.


Quando si presentano queste occasioni tendo sempre a scegliere piccole o piccolissime foci, dove individuare le zone di appostamento delle spigole è molto più semplice ed intuitivo.

Nei grandi fiumi e assai più complicato.

Nonostante la maggior quantità di pesce presente l’individuazione si complica.

In questi ambienti spesso i predatori si appostano sulle secche irraggiungibili a tiro di lancio.

A seconda di quale foce andiamo a battere bisogna tenere anche in considerazione i vari fattori meteo marini, che incidono insieme alla copiosità delle piogge e del conseguente flusso del fiume in uscita, al posizionamento del famoso stacco di torba.

Lo stacco di torba come molti sanno è il punto dove l’acqua limacciosa del fiume crea una linea più o meno irregolare con le acque chiare del mare.

Questa zona è un punto caldo, infatti viene sfruttato da i predatori per tendere agguati alle prede che si nutrono sul confine di questo stacco, smangiucchiando sostanze vegetali in sospensione.

Ripeto questo è un punto molto importante per chi pesca spinning!

Un’altra zona dove solitamente la spigola si mette in caccia anche se l’acqua è totalmente scura è il limite di corrente del flusso del fiume in uscita, dove la regina e non solo, rimane appostata nella zona esterna della corrente, aspettando il passaggio di cibo, nutrendosi con poca fatica.


Per questo motivo scegliere sempre il lato del fiume opposto alla direzione del vento che tira, che sia da sud o da nord.

Piccole foci di fiumi che nascono poco distanti dal mare hanno la particolarità di essere più fruttuosi degli altri, ma con finestre di attività più brevi.

Infatti questa tipologia di fiumi o canali sono perfetti da pescare nell’immediato dell’uscita del fiume in piena.

Infatti mi sono ritrovato proprio nel momento in cui la piena usciva da questi fossi e avere un’attività frenetica per circa un paio d’ore e poi tutto cessa all’improvviso, senza la benché minima attività.

Tuttavia anche se di più difficile interpretazione, trovare il pesce in attività nei grandi fiumi vi può far trovare davanti ad un numero e una taglia delle prede più elevata, regalandovi pescate da sogno.

Pesca a spinning in mare: come affrontare le piene

Concludo dicendo che le condizioni di piena del fiume, oltre ad essere difficili da interpretare sono anche suggestive e particolari.

Ogni volta è come la prima volta, si pesca speranzosi di fare l’incontro del pesce dei sogni, in un contesto quasi fiabesco dove il dolce ed il salato si vanno ad incontrare e quella massa d’acqua color ocra modifica temporaneamente il paesaggio marino facendo arrivare alle nostre narici quell’odore inconfondibile e per noi pescatori piacevolissimo.

Grazie per aver letto fino a qui. Lascia un commento se l’articolo ti è piuciuto, lo hai trovato interessante oppure se vuoi chiedermi qualcosa, sarò felice di risponderti!

Un saluto,

Giacomo.

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