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Come pescare a spinning grossi alletterati da riva

Salve a tutti anglers! In questo articolo cercherò di raccontarvi come pescare a spinning grossi tonnetti alletterati da riva.

Era da diverse settimane che stavo tenendo d’occhio, la scaduta che ci sarebbe stata prossimamente.

Quattro giorni di forte libeccio, cessavano quasi improvvisamente, per lasciare posto ad un leggero maestrale, un’ occasione troppo ghiotta per farmela sfuggire.

Come al solito ci sentiamo con Leonardo e decidiamo che il giorno seguente saremmo scesi in costa, per pescare questa meravigliosa scaduta, improntando, senza alcuna ombra di dubbio, la pescata al dentice.

In queste condizioni, nel mese di Novembre dove ci troviamo, gli sparidi dovrebbero mettersi in moto per cacciare a distanza di lancio da riva.

A nostro favore abbiamo un discreto moto ondoso e la totale assenza di vento, che ci farà pescare egregiamente.

Decidiamo di andare in un piccolo golfo, dove all’incirca nella sua metà, si trova una bellissima franata sommersa, posizionata perpendicolarmente all’andamento della scogliera.

Qui, il fondale di circa 7 mt, si interrompe, creando una scesa che degrada fino ai 20 mt, uno spot dove ho avuto la fortuna di incrociare dentici in molte altre occasioni.

Scendiamo per la scogliera, prepariamo le attrezzature e tutti e due, quasi gomito a gomito per lanciare nello scalino, lanciamo fiduciosi.

I metal jig sono la scelta del giorno e martelliamo lancio dopo lancio.

Passano 5 ore, ma di dentici neanche l’ombra, ed il mare contro ogni aspettativa sta scadendo troppo in fretta e il mare diventa quasi calmo.

Non ci voleva proprio! Le nostre speranze stavano scomparendo del tutto.

Il sole si stava abbassando, tra un paio di ore arriverà puntuale il buio e la nostra battuta di pesca si stava concludendo con un grosso buco nell’acqua.

Ad un certo punto tento il tutto per tutto, decido di mettermi ad insidiare qualche cappone, altra specie ripescata varie volte in questo spot.

Cambio assist al mio leppa e monto cordini con voluminosi e vistosi octopus da far lavorare a stretto contatto con il fondale, montatura molto efficace per i grossi capponi.

Lancio, una volta arrivato sul fondo parto con un lento recupero a dente di sega, faccio staccare l’esca pochi metri dal fondo e ricalo subito, per poi ripetere il tutto finché mi è possibile.

Dopo l’ennesima ripartenza avverto una botta violentissima.

Ferro, capisco subito che si tratta di un pesce pesante che parte in una fuga potente e lunghissima.

Pensiamo subito ad una grossa ricciola, ma le fughe erano veramente lunghe, non capivamo di cosa si potesse trattare.

Arriva a poca distanza da riva, intravediamo la sagoma nel blu, ed ancora una volta pensiamo alla lola.

Un’altra lunghissima fuga ed il pesce finalmente aggalla, non crediamo ad i nostri occhi, era un grosso alletterato.

Leonardo con non poca difficoltà salpa il pesce e lo adagia su gli scogli.

Un alletterato di dimensioni non comuni per chi pesca da riva, che fece fermare l’ago della bilancia a 9,300 kg, un nuovo insuperabile record per me! Ero veramente felicissimo.

Spinning ai grossi alletterati da riva

Facciamo le foto e leonardo, fomentato dalla situazione rilancia a gran velocità.

Dopo due lanci, anche lui incanna.

Combattimento indimenticabile, e dopo varie ripartenze e imprecazioni varie, anche il secondo missile da 9 kg è venuto a farci compagnia.

Spinning ai grossi alletterati da riva

La felicità era alle stelle, due pesci di questa taglia nel giro di una manciata di minuti.

Foto di rito anche per il compagno e si riparte.

Mancava poco tempo, il sole ci stava salutando e all’ improvviso leo incanna nuovamente, ma a questo giro la stanchezza era tanta, sia per la giornata passata a lanciare, sia per il precedente combattimento che aveva messo a dura prova la sua schiena.

Quindi decide di far correre un po’ di più il tunnide e di forzarlo con più calma.

Il pesce arriva sotto scoglio, ma il filo si incastra in una punta di roccia con il bolide che nuotava come un matto.

Subito abbiamo entrambi pensato al peggio, ma con il raffio riesco fortunatamente a strigare in un istante il trecciato dalle rocce e anche il terzo pesce viene a casa.

La contentezza era alle stelle, anche questo alletterato fermò la bilancia a 8,800 kg.

La pescata che si stava concludendo con un sonoro cappotto, si trasformò in una giornata indimenticabile.

Decidiamo che la battuta di pesca può terminare qui.

Spinning ai grossi alletterati da riva

Il buio aveva preso il sopravvento e dovevamo rifare tutta la scogliera all’indietro, con un notevole peso.

Arriviamo alla macchina stanchi morti, ma ovviamente ancora elettrizzati e contentissimi.

Molte volte le pescate che programmiamo e ci aspettiamo, cambiano o non si rivelano essere come sperate, quindi l’unica cosa che ci rimane da fare è adattarsi alle condizioni che ci si presentano davanti ed essere sempre positivi e convinti di quello che si sta facendo.

Io credo che la nostra positività e la nostra elasticità mentale, aiutino anche la dea della fortuna a darci una mano, come in questa breve storiella che vi ho appena raccontato.

E come dico sempre, ogni pescata, positiva o negativa che sia, contribuirà ad accrescere il vostro bagaglio di esperienza.

Un saluto,

Giacomo.

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