foto-anteprima-3

Spinning al barbo spagnolo: Il bando e la passata

Salve a tutti anglers! Oggi vi parlerò dello spinning al barbo spagnolo con la tecnica della passata a spinning.

In una splendida giornata di primavera, io e Bartolo decidiamo di provare ad insidiare qualche bel luccio di fiume, in un tratto che ancora non avevamo mai battuto.

Quindi prendiamo le nostre attrezzature e decidiamo di partire con tutta calma verso il fiume che conosciamo e battiamo ormai da anni.

Arrivati sul posto, indossiamo i nostri waders e cominciamo a risalire il fiume, che si presenta nella sua miglior forma, una bella portata e acqua cristallina.

Lanciamo i nostri shad di circa 30 cm in ogni struttura o albero sommerso, io a sinistra e Bartolo a destra.

Continuiamo imperterriti a pescare e risalire il fiume per circa un’ora senza avere la ben che minima interazione.

Ad un certo punto skippo il mio grosso shad sotto un vetrice, che si affacciava su una profonda buca.

Inizio il recupero e intravedo una bella ombra scura che sta inseguendo, penso subito ad un luccio di medie dimensioni, ma quando arriva vicino a me mi rendo conto che si tratta di un bellissimo barbo spagnolo.

Stupiti continuiamo a lanciare sperando nell’ attacco di un esocide, che poco dopo arriva proprio sull’esca del compagno.

Facciamo qualche foto, rilasciamo e finiamo la pescata con un solo luccio.

Il nostro pensiero però è fisso su quel grosso barbo, che probabilmente per territorialità, visto il periodo di frega imminente, aveva inseguito con vigore la mia esca.

Nel tragitto di ritorno ci stavamo chiedendo se fosse possibile tentare la cattura, dedicando ad esso un uscita mirata.

Vediamo spesso foto di barbi presi a spinning, ma in posti e contesti completamente diversi da quelli da noi affrontati.

Quindi dopo qualche giorno decidiamo di tornare, ma questa volta solo per lui, il barbo.

Non avendo mai affrontato questo predatore occasionale, se così si vuole chiamarlo, non sapevamo cosa preparare e soprattutto che esche portare con noi.

Quindi io opto per un mix generico, piccole gomme per una pesca più di presentazione e rotanti e minnow di varie dimensioni per vedere di far leva sulla loro occasionale aggressività.

Una canna con un range di lancio fino a 15 grammi dall’azione molto morbida, abbinata ad un mulinello di taglia 2500, finale di 0.18 e trecciato pe0.8.

Scegliamo di andare ancora più a valle dove il fiume forma delle diramazioni e dei raschi molto interessanti.

Appena arrivati sul posto vediamo subito decine di barbi in acqua bassissima, posizionati proprio nella corrente principale del fiume.

Decido di partire con le esche rigide, ma la loro reazione è molto negativa, i pesci si spaventano causando il caos generale.

La prima corrente me la sono bruciata e quindi prima di risalire scelgo di montare una testina di 2 grammi, con abbinato una gomma da 3 pollici.

Individuo i pesci, ma la presentazione in corrente piena è molto complicata, nonostante la lunghezza di 2,40 mt della canna mi aiuti molto, la testina troppo pesante si incagliava ripetutamente nei sassi del fondale e mi costringeva a rivelarmi e di conseguenza di bruciare anche i due spot successivi al primo….

Avevo capito che con me non avevo le montature idonee per affrontare queste situazioni.

Nonostante ciò quasi a fine giornata riesco a scorgere un bel barbo alla fine di un piattaione, dove la corrente era più lenta e la presentazione risultava più facilitata.

Furtivo riesco a mettergli l’esca vicino al muso e con una virata repentina attacca la gomma in un secondo.

Ferro prontamente e dopo un combattimento veramente impegnativo, riesco a toccare con gran soddisfazione il mio primo barbo toscano.

Spinning al barbo spagnolo

Ormai è quasi buio e non riusciamo più a vedere niente, quindi decidiamo di rientrare.

Tiriamo le somme e ci rendiamo conto che l’approccio che dobbiamo utilizzare deve essere modificato in qualche modo.

Il 90% dei barbi avvistati era posizionato nei bassi raschi in piena corrente ed era lì che dovevamo cercarli, ma con altre modalità.

Il giorno dopo mi sento al telefono con Massimiliano, un moschista di livello, veterano della pesca a mosca di questi bellissimi pesci, quindi chiedo curioso varie informazioni.

Lui pesca a ninfa, effettuando delle passate con l’imitazione a stretto contatto con il fondale.

Rubo i suoi consigli e preparo nuovamente tutto, decido di riprovarci.

Questa volta lego al mio finale un piccolo e leggero amo piombato sul gambo e innesco la gomma senza testine piombate in evidenza.

Così facendo, anche in presenza di corrente sostenuta nei raschi, l’esca rotolerà leggera sul fondo senza incagliarsi nei sassi, imitando una piccola ninfa trasportata dalla corrente.

Subito nel primo spot noto la presenza di diversi grossi barbi intenti a nutrirsi.

Lancio la mia imitazione, la concentrazione è ai massimi livelli, devo lanciare ad una distanza ottimale dal pesce, calcolare affondamento e distanza, per far sì che l’esca quando arriva vicino al pesce sia posizionata in maniera impeccabile.

La cosa è più facile a dirsi che a farsi, questa volta i pesci non si spaventano ma mi massacrano psicologicamente.

Un minimo di errore nella passata e mostrano un insopportabile indifferenza.

Centinaia di lanci e passate senza esito con i barbi proprio lì davanti ad i miei occhi, ma finalmente arriva la mossa giusta.

Un grosso barbo si gira e morde delicatamente, ferro e il combattimento ha inizio.

Fughe potenti che non credevo possibili, posso dire con certezza che la leggera attrezzatura era messa a dura prova.

Sta cedendo e finalmente riesco ad afferarlo per la coda, non ci credo, finalmente ci sono riuscito.

Faccio la solita foto di rito, ed ammiro ancora qualche secondo il sospettoso e bellissimo animale prima del meritato rilascio.

Spinning al barbo spagnolo

Decido immediatamente che la battuta di pesca poteva finire subito, ero arrivato con molta fatica all’obbiettivo e non avevo certamente la testa per un altro lancio ancora.

L’ approccio utilizzato con il barbo mi ha aperto strade in altre tecniche di spinning e con altri pesci.

Si tratta di una valida alternativa, non lo chiamerei invece ripiego, perché non solo a seconda dei vari contesti ha un discreto studio dietro, ma necessita senza dubbio di una tecnica impeccabile e di una pazienza fuori dal comune, consiglio davvero a tutti di provare a sfidare questo meraviglioso pesce alloctono e mettere alla prova voi stessi con questo potente e scaltro baffuto.

Un saluto,

Giacomo

Articolo precedente: Spinning ai grossi alletterati da riva

Se ti è piaciuto condividi questo articolo

2 risposte

  1. Ciao Giacomo,
    Ho appena letto il tuo articolo sulla pesca del barbo spagnolo che è un “predatore” che ammiro e desidero di catturare da anni. Finora ho preso solo barbi italici ed europei in torrente, tutti di dimensioni molto modeste, con piccole gomme. Ma adesso vorrei provare a prendere uno dei veri barbi predatori che abitano i fiumi Ombrone, Albegna e Fiora.
    Però sono completamente privo di conoscenza degli spot, visto che vivo a più di un’ora, e non conosco alcun posto dove sono sicuro sia possibile pescare e siano presenti barbi in numero decente.
    Allora, visto che non conosco nessuno che mi possa aiutare, ti volevo chiedere se potessi indicarmi un qualsiasi punto o zona dove pescare questi pesci magnifici. Ovviamente non voglio sapere il tuo spot migliore, ma giusto un’area generale che posso esplorare e dalla quale posso partire.
    In quanto alla tecnica penso di essere abbastanza “esperto”, e anche leggendo l’articolo ho capito più o meno come possono comportarsi questi pesci.
    Il tuo aiuto sarebbe estremamente gradito,
    Saluti Ettore

    1. Ciao ettore, partiamo dal presupposto che l’ombrone hà un’ottima popolazione di barbi iberici distribuita su tutto il tratto, ma nella parte più alta dove l’acqua risulta essere più chiara rispetto ad i tratti bassi, l’individuazione a vista risulta essere molto più semplice. Consiglio quindi il tratto in pian delle vigne. In ogni caso ti esorto a contattarmi sul profilo di giacomocapresi per qualsiasi eventuale informazione ulteriore senza alcun problema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Unisciti a noi!

Iscriviti alla newsletter e ricevi subito il nostro contenuto gratuito! “Luna e pesca: particolari che contano”. Una lettura sull’influenza delle fasi lunari nei riguardi dei pesci, con una particolare attenzione al transito lunare, spesso e volentieri trascurato da noi pescatori.

Ti unirai così a una community di appassionati di pesca e sarai sempre aggiornato sui nuovi contenuti pubblicati.