Salve a tutti anglers! Oggi andrò a raccontarvi di una pescata a spinning al barracuda con risultati davvero scadenti. Ma che alle fine, con un solo lancio si è trasformata nella giornata in cui ho catturato il mio record personale.
Durante la stagione invernale spesso io e i miei amici dedichiamo albe, tramonti e nottate alla ricerca dei barracuda.
Quell’anno ancora non avevo mai improntato una pescata dedicata.
Per la ricerca degli esemplari di taglia ancora era troppo presto, però di questi periodi avevamo fatto bellissime pescate con decine di esemplari catturati di taglia compresa tra il chilo e mezzo fino ai 5 kg circa.
Stava arrivando il fine settimana, le condizioni non erano di mio gradimento per effettuare una pescata in scogliera.
Leggeri venti da nord tiravano ormai da settimane e accompagnavano un mare praticamente piatto.
Quindi con Leonardo decidiamo di fare una nottata con alba dedicata al barracuda ovviamente senza troppe pretese.
Come sempre ci prepariamo, saliamo in macchina e ci dirigiamo verso lo spot.
Nel preparare l’attrezzatura decido che la combo di quella nottata sarebbe stata composta dalla mia fedele labrax xx e da un mulinello che oramai mi accompagna da anni: il leggerissimo morethan.
Arriviamo sullo spot verso le 21.00 imbacuccati e vestiti fino ai denti, ma arrivati sullo spot la temperatura era abbastanza gradevole rispetto al freddo di casa nostra, c’erano 15 gradi circa.
Cominciamo a pescare carichi e pieni di buoni propositi.
Partiamo con i Jerk, ma dopo circa un’ora non avvertiamo né una mangiata né tantomeno un inseguimento che possa rivelarci la presenza dei barracuda.
Cambio ripetutamente colorazione ai Jerk e tipo di recupero.
Le ore passano e gli attacchi continuano a non esserci.
Cambiamo esche, mettiamo wtd, proviamo a galla, minnow affondanti per sondare anche gli strati più bassi dell’acqua fino ad arrivare alle esche silicone, ma senza avvertire alcuna tocca sulle nostre esche.
Passano tre, quattro, cinque ore senza vedere l’ombra di un barracuda, ma noi continuiamo fiduciosi a lanciare imperterriti.
Dopo svariate ore di lanci, prove e spostamenti siamo stanchi e ormai demotivati e decidiamo di sdraiarci un po’ e tentare il tutto per tutto all’alba.
Impostiamo le nostre sveglie, due chiacchiere, una sigaretta e ci addormentiamo alla meno peggio.
Ore 6:30 del mattino, la sveglia suona.
Manca circa una quarantina di minuti alle prime luci dell’alba.
Storditi è un po’ indolenziti ci svegliamo, lanciamo fiduciosi ma allo stesso tempo demoralizzati dalla completa assenza del predatore durante la nottata passata.
I primi chiarori cominciano a farsi vedere e puntuali arrivano le prime mangiate sui nostri jerk di pesci di piccola taglia.
Dopo un paio di attacchi a testa si ferma tutto nuovamente.
Peschiamo altri 15 minuti senza avvertire la benché minima tocca, credevamo che i giochi fossero già finiti in una manciata di minuti.
Passano altri 10 minuti e ancora non succede niente le condizioni di luce sono ancora molto basse.
All’improvviso il mio Jerk si stoppa improvvisamente, ferro con decisione e mi accorgo subito che si tratta di un esemplare di taglia maggiore ai precedenti.
Avverto testate molto pesanti e una fuga bruciante ma breve.
Non mi agito più di tanto, perché è successo svariate volte che pesci di poco più di 2 kg di peso facessero questo tipo di funghe.
Continua il combattimento.
Avvicino il pesce verso di noi, le condizioni di poca luminosità non facevano vedere bene la sagoma del barra.
Parte con un’altra fuga e un’altra ancora, non mi rendo conto della taglia del pesce.
Ad un certo punto agalla, lo vedo che sciaguatta.
Notiamo subito che si tratta di un bel pesce ma lo stimiamo tra i cinque e sei kg di peso.
Leonardo si accinge a raffiarlo, ma il buio, il pesce agitato e la silhouette molto fine del barracuda gli fanno sbagliare un paio di volte la raffiata.
Alla fine ci riesce, lo issa e lo appoggia a terra.
Una volta ai nostri piedi ci rendiamo conto che era molto più grosso di quello che pensavamo, un vero mostro, un pesce di quasi un metro e quaranta per quasi nove kg di peso, un vero coccodrillo dei nostri mari, incredibile!

Leonardo continua finché la luce rimane buona e io ovviamente rimango appagato ed incredulo davanti a quella bestia titanica.
Una volta che la luce si alza, mi preparo per fare le foto di rito.
Lo opercolo e lo alzo è veramente pesante,
una testa mastodontica coronata da denti giganteschi, non avevo mai visto niente del genere.
Felicissimi e stremati dalla nottata e il poco sonno ce ne andiamo e ritorniamo verso casa.
Nel viaggio di ritorno, ascoltando canzoni alla radio, ancora non credevamo al pesce che era venuto a trovarci e parlavamo di quanto la pesca fosse imprevedibile.
Una nottata e un’alba mediocri si erano trasformati in un solo lancio nella pescata che mi ha fatto incontrare il barracuda più grande mai toccato.

Quindi in conclusione non posso altro che consigliarvi di insistere fino all’ultimo, anche quando le condizioni e le giornate non stanno andando per il verso sperato, perché come ho già detto, basta una frazione di secondo per far rimanere indelebile nella vostra mente un momento per una vita intera.
Un saluto,
Giacomo.
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