Salve a tutti anglers! Oggi vi racconterò di una sessione di spinning al dentice che dura dal tramonto all’alba con pernottamento in scogliera!
Era da diverso tempo che non facevamo una battuta di pesca al mio pesce preferito: il dentice.
Siamo a giugno gli sparidi hanno finito da poco la riproduzione e teoricamente dovrebbero essere affamati e in cerca di cibo per riprendere energia dalle fatiche del montone.
Ci sentiamo con Leonardo e programmiamo una battuta di pesca di qualche giorno in trasferta.
La luna sembra essere quella giusta e il mare anche se è calmo potrebbe regalare qualche bella esemplare nelle fasi di alba e di tramonto.
Ci mettiamo a tavolino e decidiamo quale sport affrontare.
Notiamo una punta molto esposta dove le batimetriche sono molto interessanti e danno diversi saliscendi e creste in acqua che variano la profondità del fondale.
C’è un inconveniente però, la punta è molto lontana da dove dobbiamo lasciare la macchina e il percorso per arrivare ad essa è molto accidentato stiamo parlando di circa un’ora e mezzo di camminata tra macchia mediterranea e rocce, per pescare poi un paio d’ore utili al calasole e un paio d’ore utili all’alba.
Quindi decidiamo che potrebbe essere molto più intelligente e conveniente rimanere a dormire in loco.
Le temperature estive non ci dovrebbero dare problemi per pernottare in scogliera.
Prepariamo attrezzature, cibo, acqua e un paio di asciugamani per coprirci durante le ore notturne, scampando anche se solo in parte all’alto tasso di umidità di quel giorno.
Finalmente partiamo, arrivati al parcheggio ci e ci carichiamo e camminiamo per il lungo percorso, se così si può chiamare.
Dopo circa una mezz’ora di camminata nella fitta macchia mediterranea il caldo di giugno si fa sentire, ci domandavamo se le riserve d’acqua sarebbero bastate fino al nostro ritorno.
Non essendoci un vero e proprio percorso proseguiamo ad intuito e dopo circa un’ora e mezzo intravediamo la punta e con difficoltà ci arriviamo.
Sono circa le 18:30, essendo ancora presto per il calasole ci rinfreschiamo un po’, ci riposiamo e rilassiamo una mezz’oretta prima di effettuare i primi lanci.
Montiamo le nostre esche e cominciamo a pescare, la sensazione era bellissima, ci sentivamo come se stessimo pescando in un posto vergine.
Il fondale era molto interessante, parallelo a noi avevamo una grande cresta di roccia e sia verso di noi che verso il mare aperto delle meravigliose scese con il fondale che andava degradando in profondità.
Cominciamo a lanciare, il sole si stava abbassando, avvertiamo sui nostri jig diverse mangiate a vuoto non capendo di cosa si trattasse, ma dopo poco scopriamo che si trattava di barracuda.
Ne prendiamo qualche esemplare, il sole continua a scendere e ad un certo punto avverto un’altra botta mancata e subito un’altra, molto più forte della precedente e finalmente incanno.
Mi rendo subito conto che si tratta di un dentice e comincio a compare con energia.

Il pesce prende filo, mi accorgo che si tratta di un esemplare di tutto rispetto.
Riesco a fargli passare la cresta e dopo altre tre fughe dopo l’ennesima pompata mi accorgo che si sta svitando il pomello del mio seagrate!
Lo tengo stretto a contrasto con la manovella, il combattimento si complica ulteriormente ma tutto va per il verso giusto.
Subito agalla un dentice maestoso.
Mi lancio nell’ennesimo urlo liberatorio, una magnifica foto incornicia uno splendido tramonto con un bellissimo dentice, che fa fermare l’ago della bilancia a 5,100kg.

Mi sento estremamente soddisfatto.
Continuiamo l’ultima ora prima del buio, ma senza alcun esito, quindi riponiamo le attrezzature.
Facciamo cena se così si può chiamare e ci mettiamo accanto, stesi sulle rocce in degli alloggi arrangiati e guardiamo il cielo costellato di stelle nel buio più totale e salta alle nostre orecchie il suono lieve e armonico del mare, una sensazione indimenticabile, ed è arrivato il momento di addormentarci, domattina la sveglia suonerà alle 5:30.
Suona la sveglia, ci svegliamo umidi e un po’ indolenziti, facciamo colazione e l’alba sta iniziando.
Cominciamo a pescare.
Gli attacchi di barracuda sui nostri jig non tardano ad arrivare, ma non si vede neanche l’ombra di un dentice.
Ma all’ improvviso contro ogni aspettativa, dopo circa un’ora e mezzo di pesca finalmente è il turno di Leonardo.
Una mangiata potente e incanna.
Anche questo è un grosso dentice, fughe potenti e testate importanti mettono a dura prova l’attrezzatura del compagno.
Riesce ad agallarlo in pochi minuti e finalmente viene a terra uno splendido esemplare di 7 kg.

Non potevamo coronare in miglior modo questa nottata in scogliera, entrambi avevamo preso dei dentici meravigliosi e decidiamo che la battuta di pesca poteva finire, consentendoci di ripercorrere la strada verso la macchina con il caldo più moderato delle prime ore della mattina.
Dopo tutta la faticosa strada percorsa, arriviamo alla macchina stremati ma felicissimi e nella strada che percorriamo in macchina per tornare a casa ricordiamo i fatti appena successi con estrema euforia e non vediamo l’ora a questo punto di arrivare nella alloggio per farci una bella doccia e dormire sognando quei meravigliosi combattimenti.
Consiglio a tutti almeno una volta nella vita di provare l’impagabile sensazione di passare una notte a contatto con la natura, nel silenzio più assoluto nelle selvagge scogliere.
Lascerà impresso nelle vostre menti momenti e ricordi indelebili…
Un saluto,
Giacomo.
Articolo precedente: Pesca a spinning al sarago: softbaits Vs hardbaits, la scelta.





