Salve a tutti anglers! Oggi vi racconterò dello spinning al luccio da belly Boat.
In particolare di un pesce che mi ero prefissato di catturare e mi ha tolto il sonno per tutta la durata del periodo primaverile.
Ognuno di noi ha un lago preferito, un lago dove le catture hanno qualcosa di magico.
Io in Toscana pesco da anni in questo bellissimo lago di sette ettari immerso nel bosco, caratterizzato da un particolarissimo fondo rossastro, che fa sembrare scura e rossiccia anche l’acqua nonostante sia cristallina.
Questa colorazione è dovuta alla foresta di querce sommersa che rilascia grandi quantità di tannino dell’elemento liquido.
Il livello del lago in primavera è quasi sempre alto gli spot e gli ostacoli sommersi sono molteplici.
La primavera infatti e i due mesi successivi sono il periodo che preferisco per affrontare questo meraviglioso posto.
All’interno del lago c’è una popolazione discreta di lucci e di black bass.
Il 90% delle mie uscite negli anni è sempre stata dedicata al bass, che vanta esemplari anche di tutto rispetto con una forza impressionante e una colorazione bellissima.
Ciò che mi fa apprezzare ancora di più la pesca qui è la difficoltà delle catture e la furbizia che hanno i pesci.
In tutti questi anni spesso mi sono ritrovato a fare l’incontro con mr. esox anche con esemplari di buona taglia ma che si aggiravano sempre intorno agli 80 centimetri come massimo.
Le uscite dedicate esclusivamente a luccio si riducevano a poche ore sul calar delle tenebre dopo la giornata lavorativa senza troppo impegno.
Purtroppo non dedico al luccio il tempo che merita.
So’ molto bene che all’interno del lago ci sono grossi esemplari da metro e oltre anche se non in abbondanza, ma la loro cattura è veramente difficoltosa perché il loro numero esiguo e l’eccessiva pressione di pesca hanno fatto diventare i lucci molto sospettosi ed estremamente difficili da catturare.
Quest’anno però volevo riuscire a catturare un pesce da metro e non in qualsiasi posto, ma lì.
Sono partito da fine febbraio – primi di marzo a battere il lago in maniera insistente sia da belly boat sia da terra solo esclusivamente alla ricerca del luccio, esclusi casi rari.
I cappotti si susseguivano in maniera snervante contornati in talune giornate da esemplari piccoli o di medie dimensioni.
Infatti le catture più rilevanti si aggiravano intorno ai 70-75 cm.
Un giorno dopo il lavoro, mi reco al lago e sul calar delle tenebre, dopo aver già catturato due piccoli esemplari, mentre lanciavo nel medesimo scalino da un paio d’ore, proprio sotto i miei piedi passa lentamente un pesce di una stazza impressionante che ovviamente ignora completamente la mia imitazione.
Ero incredulo, conosco le dinamiche del lago, quando questi pesci si mettono in acqua bassa tra le alghe vuol dire che sono in cerca di cibo.
Insisto fiducioso ma si fa buio e la cattura non arriva.
Passano i giorni e continuano le delusioni, ma non mi abbatto sono determinato a raggiungere l’obiettivo prefissato.
Le provo di tutti i colori, in tutte le condizioni climatiche possibili, passo da esche di dimensioni generose fino a piccole esche, pensando che il 90% del pesce presente nel lago è formato da piccoli persici reali e persici sole di cui i lucci vanno ghiotti.
Niente da fare, con esche contenute anche per cercare di ovviare al problema della pressione di pesca i risultati non arrivano.
Arriva il sabato, mi ritrovo con Mirko per dedicare l’ennesima pescata dalla ciambella nel fine settimana.
La giornata sembra perfetta: un forte vento soffiava costante e le nuvole scorrevano veloci alternando momenti di pioggia, cosa volere di meglio?
Cominciamo a pescare imperterriti cambiando ogni tipologia di esca e macinando diverse centinaia di metri con le nostre ciambelle.
Peschiamo minuziosamente vicino ad ostacoli sommersi, scalini e quant’altro.
Ad un certo punto, nelle ore centrali della giornata, finalmente ho una mangiata e dopo un breve combattimento porto a guadino un’esemplare di circa 70 cm.
Ero già abbastanza soddisfatto perchè avevo scappottato, e qui non è scontato.

Continuiamo a pescare e dopo circa un’ora passando con le nostre esche sotto una legnaia sommersa avverto una mangiata, ferro e dopo pochi secondi si slama!
Sembrava un bel pesce.
Rilancio immediatamente e avverto un altro attacco ma anche a questo giro non va a buon fine.
Dopo un quarto d’ora di lanci, continuiamo a spostarci e pescare sugli scalini costellati da alberi e da ostacoli sommersi, che io conosco come le mie tasche.
Erano circa le cinque di pomeriggio il vento si intensifica ancora di più, lancio accanto a una piccola pianta sommersa con uno Shad di dimensioni contenute e all’ incirca a metà tragitto proprio dove lo scalino degradava e raggiungeva i sette metri di fondo, avverto uno stop improvviso dell’esca.
Ferro energicamente e sento molto pesante dall’altro capo della lenza.
Forse si trattava del pesce che cercavo.
Dopo un breve combattimento agalla e finalmente Mirko con un po’ di difficoltà guadina il fantasma del lago.
Ero felicissimo l’obiettivo era finalmente raggiunto!
Riesco a catturare un luccio di poco più di un metro e la mia felicità era talmente tanta che conseguentemente cessai di pescare.
Dopo qualche foto veloce ridò la libertà a questo pesce meraviglioso.

Accompagno Mirko e lo guardo pescare nell’ultima ora disponibile.
Arriva il buio e decidiamo che la battuta possa finire.
Ricarichiamo le ciambelle e ci avviamo verso casa, con impresso in mente quel becco imponente costellato da acuminati denti.
So’ perfettamente che non si tratta di un pesce dal record, infatti negli anni avevo già preso pesci da un metro e oltre, anche di stazza maggiore, ma questo aveva un sapore particolare.
Era il mio obiettivo, catturato, cercato e sudato come nessun altro pesce e preso in questo bellissimo e maledetto lago.
E non dimentichiamo che lo spinning al luccio da belly boat è accostato a sensazioni bellissime di contatto con l’elemento liquido.
Anche questa volta ero riuscito a raggiungere l’obiettivo prefissato.
Sono questi le sfide che rendono viva come un fuoco questa meravigliosa passione, dando vita a continui obiettivi che ci fanno crescere come pescatori e fanno sì che questa disciplina non ci faccia mai sentire arrivati completamente.
Un saluto,
Giacomo.
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