Spinning alla leccia consigli

Spinning alla Leccia con mare mosso: i miei consigli

In questo articolo vi racconterò le mie esperienze e i miei consigli sullo spinning alla leccia con mare mosso.

Quando andare

Ho notato negli anni che le grosse lecce si mettono in movimento e vengono a cacciare in acque basse, in condizioni di mare mosso alzato dai venti provenienti perlopiù da sud.

Forti sciroccate o libecciate sporcano le acque basse e formano onde che disorientano il pesce preda e facilitano la caccia ai grossi predoni del sotto costa.

Scadute

La scaduta è senza dubbio una delle migliori condizioni per trovare la leccia in attività e aiuta anche il pescatore ad affrontare nel miglior modo possibile la pescata senza essere ostacolato dal forte vento.

Andrò a farvi un esempio: dopo quattro giorni di forte scirocco, il vento andrà a calare in maniera vertiginosa mantenendo una buona altezza d’onda con vento lieve o quasi assente.

Alzata di mare

In questa situazione andremo a pescare le 5-6 ore in concomitanza del picco massimo di vento.

Questa situazione è spesso scartata dal pescatore, perchè rende difficoltosa l’azione di pesca a causa del forte vento.

Bisogna anche tenere conto della durata della mareggiata che potrebbe causare grossi distacchi di posidonia dal fondo rendendo praticamente inutilizzabili le nostre esche.

Scegliere sempre postazioni sicure e stabili dove pescare, per evitare che le forti raffiche ci facciano perdere l’equilibrio.

Il ritmo delle onde

Per evitare che la maggior parte dei nostri lanci e recuperi risultino improduttivi, cerchiamo di tenere conto del ritmo delle onde, che si susseguono durante la nostra pescata.

Se lanciamo poco prima del frangere di un cavallone, la nostra esca verrà trascinata via dalla schiuma rendendo il recupero praticamente inutile.

Aspettiamo che passi l’onda e lanciamo subito dopo, consentendo alla nostra imitazione di lavorare correttamente.

Con lo scirocco questa accortezza è molto più facile da mettere in atto, avendo un ritmo d’onda più regolare.

Invece con il libeccio l’onda è molto più disordinata ed il mare più difficile da affrontare.

Attrezzature

Per affrontare un pesce di tale mole e potenza come la leccia in condizioni di mare proibitive, dobbiamo avere con noi attrezzi potenti ed affidabili.

Io utilizzo canne da mangianza come ad esempio la kuroshio taiwalk 70 grammi, con abbinato un saltiga 4000, un giusto compromesso tra potenza e maneggevolezza, che mi consente di pescare molte ore senza stancarmi più del necessario.

Come trecciato utilizzo un pe 2.5 collegato al finale in fluorocarbon dello 0.62, tramite un FG knot (uno dei nodi con il più alto carico di rottura).

Esche

In condizioni di scaduta e quindi poco vento,le esche utilizzabili sono molteplici.

A seconda delle preferenze possiamo spaziare dalle saponette, wtd, popper, grosse stikbait e long jerk.

Prenderò però in esame le alzate di mare dove le esche utilizzabili saranno veramente poche,nel mio caso la tipologia sarà soltanto una: il popper.

Un buon popper riesce a mantenere l’assetto anche in condizioni di forte vento laterale a differenza di wtd e skipping lures.

Io in particolare utilizzo solo ed esclusivamente con le forti libecciate il Toto di casa Seaspin, che con popperate più accentuate addirittura entra per pochi centimetri anche sotto il pelo della superficie.

Non escludiamo anche dei buoni jerk in grado di reggere le forti correnti ed in grado di avere grandi capacità di lancio.

Questi ultimi sono un’alternativa senza dubbio valida.

Ricordo di sostituire le ancorette e gli split ring di serie se troppo fragili con attrezzi più robusti, io sostituisco le ancorette del toto, valide per la maggior parte delle situazioni e dei predatori, ma non per le grandi lecce in condizioni di mare mosso.

Vado ad applicare le BKK Raptor-z, con un filo di amo molto più spesso e più resistente.

Il salpaggio del pesce

le fasi finali del combattimento sono le più delicate, specialmente se si vuole rilasciare la preda.

Il pesce una volta sotto i nostri piedi se ci troviamo in scogliera naturale o artificiale, andrà portato in una zona più tranquilla possibile per evitare che le onde più forti facciano sbattere il grosso pesce sulle rocce con conseguente rottura del filo.

Nel caso non ci fossero punti più tranquilli non ci sono, tenere per quanto possibile la Leccia a distanza per poi calcolare con freddezza il tempo giusto per avvicinarla e prenderla per la coda, tenendo sempre d’occhio il mare ed evitare sgradevoli incidenti.

Se si pesca invece da una spiaggia o comunque da una foce sabbiosa il salpaggio sarà molto più semplice, basterà spiaggiare con calma il pesce sulla spiaggia.

Se si ha intenzione di rilasciare la nostra regina del sottocosta, cerchiamo di rendere le operazioni di slamatura e di fotografia più veloci possibili e riossigenare accuratamente prima di lasciare andare via il pesce.

Un saluto,

Giacomo

Articolo precedente: Spinning alla Leccia da riva

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