Salve a tutti anglers! In questo articolo andrò a raccontarvi di una pescata a spinning alla spigola dalla spiaggia, con temperature dell’acqua ancora troppo calde.
Era una giornata di fine ottobre, le temperature nelle settimane scorse erano alte come alta era la temperatura dell’acqua.
Le previsioni per questo fine settimana davano un abbassamento delle temperature del mare.
Stavamo aspettando proprio questo momento per andare a pescare.
Era un anno preciso che non facevamo l’incontro con la regina in un contesto speciale come quello della spiaggia.
Dopo tutta una settimana con temperature in ribasso, arrivato il fine settimana vedo che il picco di alta marea coincide proprio con il tramonto e una modesta onda è ciò che rimane di una piccola mareggiata in corso durante la settimana.
Le condizioni erano senza dubbio molto interessanti.
Mi sento con Mirko e decidiamo di trovarsi verso l’ora di pranzo e farsi tutta una spiaggia limitrofa alla foce di un fiume alla ricerca di qualche regina.
Ci incontriamo, carichiamo tutta l’attrezzatura nella mia auto e una volta arrivati al parcheggio, dopo esserci preparati, ci rendiamo subito conto che in loco le temperature non erano poi così basse e il nostro morale scende immediatamente sotto i piedi.
Eravamo comunque speranzosi, l’onda frangeva leggera e il mare era velato come ogni spigolaro sogna.
Concentriamo i nostri lanci nelle secche parallele al bagnasciuga e vicino ad ostacoli sommersi o semisommersi come scogli o tronchi arenati e trasportati dalle precedenti piene del fiume.
Dopo circa tre ore di pesca e diversi chilometri macinati, non riceviamo nessun attacco e non vediamo la benché minima attività.
Speriamo che con l’arrivo della sera qualche pesce riesca a mettersi in moto e i lanci di entrambi si susseguivano in maniera insistente.
La mia Dragonbite da 25 grammi e il piccolo Stella 2500 lavoravano come matti alla ricerca di uno strike.
Avvicinandoci sempre di più verso la foce l’ acqua diventava sempre più marrone e limacciosa, perché le onde che in settimana sbattevano violente contro le crete situate nella zona limitrofa al fiume alzavano sedimenti.
Continuiamo imperterriti a far passare le nostre esche silicone nei punti soliti di caccia della regina, ma ancora non succede niente.
Manca circa un’ora all’arrivo delle tenebre.
Ad un certo punto lancio la mia esca in un insenatura formatasi nella creta che creava un interessante zona di corrente e quando arrivo proprio a fine recupero sotto a i miei piedi a pochi centimetri dal gradone di creta, arriva una botta violenta.
La frizione del piccolo stella comincia a cantare.
Finalmente ero riuscito ad ingannare la regina della spiaggia e dopo un brevissimo combattimento brandisco tra le mani una bellissima spigola.
Ero veramente contentissimo, una regina qui non ha prezzo.

Facciamo le foto di rito e oramai appagato guardo Mirko che continua a pescare, per poi raggiungerlo qualche minuto dopo.
Il sole si stava abbassando ulteriormente.
Decidiamo di pescare tornando verso la macchina perché il tragitto di ritorno era molto lungo.
All’improvviso mentre continuiamo a lanciare le nostre esche, Mirko improvvisamente incanna!
Vado ad aiutarlo e dopo qualche testata a galla anche lui riesce a catturare la sua spigola.
Eravamo felicissimi per avere entrambi raggiunto il risultato.

Negli ultimi 20 minuti di luce disponibile continuiamo a lanciare, ma arriviamo davanti alla macchina senza ricevere alcun attacco.
Una volta arrivati, come sempre quando si raggiungono certi risultati, eravamo veramente entusiasti.
Il mare ci aveva regalato due splendide regine in uno dei contesti più difficili e suggestivi che la pesca alla spigola possa offrire.
Mentre viaggiamo in macchina per il ritorno, eravamo ancora increduli del risultato raggiunto, viste le temperature non poi così fredde, che sulle carte non spingevano le spigole ad uscire dal comfort dei fiumi per dirigersi in mare aperto per la riproduzione.
Già nella nostra mente stavamo volando verso la prossima pescata e verso il prossimo spot, o meglio, per essere più precisi verso la prossima spiaggia che volevamo calpestare, pieni di speranze e sogni dettati da questa passione inimmaginabile.
Un saluto,
Giacomo.
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