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Spinning alla spigola in condizioni estreme: i miei consigli

Oggi andremo a parlare di consigli per lo spinning alla spigola in condizioni meteomarine impegnative e vi parlerò delle attrezzature che personalmente utilizzo in queste circostanze.

Analisi della situazione

La spigola è a mio avviso, il predatore marino che può essere insidiato con il maggior numero di tecniche di spinning differenti, infatti, sono molteplici gli ambienti che frequenta e ancora più numerose e varie le sue prede e le sue modalità di caccia.

Prenderò come sempre in esame, la situazione citata nell’articolo precedente, ovvero la sua ricerca con condizioni di corrente e onda molto pronunciate e vento forte.

Quando ci troviamo di fronte a queste situazioni, la prima cosa che dobbiamo cercare di individuare, sono le zone dove si creano forti correnti, o eventuali buche o secche che possono favorire l’appostamento e la caccia della regina.

Io mi sono trovato di fronte ad una forte corrente creatasi dall’incanalamento delle onde provenienti da sud, che percorrevano longitudinalmente la costa e che proseguivano il loro corso lungo la bocca della foce,dove si interrompeva bruscamente la linea della costa.

Questa condizione, creava un vero e proprio fiume, che trasportava con sé il pesce foraggio, incapace di contrastare il potente flusso d’acqua.

La spigola da buona opportunista, non si fa certamente sfuggire l’occasione di un pasto facile con il minor sforzo possibile.

Si appostano dietro le secche o gli scalini che si trovano nel percorso di questa corrente, schiacciate a terra con la corrente che gli passa sopra la testa, restando ferme o quasi con il minimo sforzo, per poi balzare improvvisamente quando qualche malcapitata preda passa ignara e disorientata sopra le loro teste.

Questa tecnica di caccia è molto similare se non uguale a quella che utilizzano spesso in condizione di piena dei fiumi.

Spinning alla spigiola

L’utilizzo di esche siliconiche con testine di dimensioni generose, non è certamente sbagliato se ci troviamo in situazioni di alga o detriti in sospensione minima o assente.

Il problema è che con tanta onda e tanta corrente, trovare assenza di posidonia è molto difficile, quindi l’esca siliconica tenderà a raccogliere ingenti quantità di sporco e di conseguenza tendo ad utilizzare minnow o jerk di taglie ragguardevoli, che lavorano sotto il pelo dell’acqua, queste esche saranno sottoposte ad un minor disturbo durante l’azione di pesca.

Tipologie di artificiali

Come ho già detto, le esche che utilizzo quasi esclusivamente in queste circostanze, sono soprattutto jerk di buone dimensioni.

Io opto per il mommotti 180, che a differenza del 190, ha una maggiore mobilità in trattenuta nella corrente contraria, in più vanta un’ottima lanciabilità in condizioni di forte vento e viste le dimensioni, anche l’assetto in acqua con la schiuma provocata dalle grandi onde è molto buono.

Io preferisco utilizzare colorazioni accese e molto vivaci, perché nella mia testa sono maggiormente individuabili dal predatore in acqua torbidiccia, main verità non è così.

In questi momenti la spigola si affida quasi solo esclusivamente alla sua linea laterale per intercettare le prede.

Considerate che un muggine trasportato dalla corrente, oltre ad essere di colorazione naturale, rimarrà immobile o quasi, nonostante ciò la regina li individua in maniera impeccabile, per una marea di motivi, ad esempio percepisce lo spazio che occupano all’interno dell’elemento liquido o la minor velocità che hanno rispetto al flusso della corrente.

Attrezzature

Gli attrezzi utilizzati per questo predatore sono molteplici, come molteplici sono le situazioni affrontabili.

Nel 90% dei casi io utilizzo una canna da spinning da ¾ di oz, che ricopre in maniera ottimale un po’ tutto.

In questi casi però ci vorrà un’ impianto pescante più robusto, per controllare in tranquillità, anche pesci di grossa taglia, con mare importante.

Consiglio canne da perlomeno 1 oz, con abbinati mulinelli di taglia 3000 o 4000, a seconda delle dimensioni del modello.

Trecciati pe 1 o 1.2, con finali in fluoro dello 0,35.

Se come me vi trovate in condizioni di scogliera relativamente alta, per non mettere a rischio la vostra incolumità e la riuscita del salpaggio del pesce, consiglio vivamente un guadino.

Considerazioni

Anche con queste condizioni estreme, la ricerca della spigola è senza dubbio possibile, ma ovviamente la cosa più giusta da fare è sempre affrontare la battuta di pesca in compagnia di un amico.

E ricordatevi che anche se tutto sembra contro di voi e il vostro fisico e la vostra mente è messa a dura prova, proprio in queste condizioni estreme e meravigliose da vedere, si può nascondere la spigola della vita e tutte le fatiche saranno ripagate.

Un saluto,

Giacomo

Articolo precedente: Spinning alla spigola in condizioni estreme

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2 risposte

  1. Ottimo articolo… Io a differenza di te comunque in queste situazioni estreme, preferisco usare una canna un po’ più potente ancora, 1 1/2 oz, treccia 1.2pe, e fluoro Carbon 0,40. (Non si sa mai potrebbe capitare anche un grosso serra o una spigola di dimensioni enormi)…invece dei Jerk come mommotti o altro, preferisco palettati che vibrano di più, che reggono ancora meglio la corrente come: Eja 130(innescato con amo), Varuna110, Pointer 100, Clackin’Minnow ecc.
    Recuperati lenti, spesso a canna alta.

    1. sono d’ accordissimo con te, anche jerk con paletta più pronunciata sono validissimi, ma in quella situazione avrebbero opposto una resistenza eccessiva per via della forte corrente e sarebbe stato molto più faticoso sbarcate la già difficile giornata, faccordissimo anche per l’attrezzatura più pesante .

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