Salve a tutti anglers! Oggi vi racconterò di una breve ma emozionante trasferta di pesca dedicata allo spinning alla spigola in Francia.
Era una giornata di gennaio come altre ed io e Leonardo eravamo in riva al mare ad affrontare l’ennesima pescata a spinning dedicata alla spigola.
Terminata la pescata ci dirigiamo al solito bar per mangiare un boccone e prendere un buon caffè e incontriamo un pescatore che è solito pescare in bolognese.
Ci siamo messi a parlare del più e del meno e di come stava andando l’annata di pesca confrontandoci con le varie catture effettuate nei mesi scorsi.
Parlando e parlando per pura casualità esce fuori che lui aveva fatto un viaggio di puro piacere con la propria moglie in un incantevole paesino della Francia, nelle vicinanze della foce del fiume Rodano.
Il simpatico ometto fantasticava su quale sia stato il potenziale effettivo di quel fiume.
Salutiamo il signore e ci dirigiamo verso casa.
Per tutto il viaggio di ritorno ci frullavano in testa i racconti dei paesaggi e del fiume che questo signore ci aveva raccontato e ci stavamo domandando se potesse meritare poterci fare una pescata.
Mentre Leonardo guidava io avevo aperto Google maps per vedere di che tipo di ambiente si trattasse e dal satellite sembrava veramente un bellissimo posto.
Una volta arrivati a casa ci salutiamo e le nostre fantasie finirono lì.
Passò circa un mesetto, ci troviamo come sempre con leo per una pescata e chiacchierando ci domandavamo se per la prossima settimana entrambi potevamo prendere un venerdì di festa dal lavoro per fare un blitz esplorativo su questo fantomatico Rodano.
Guardiano il tragitto e le ore di macchina che ci attendevano e per curiosità anche qualche appartamento in affitto nel paesini limitrofi alla foce.
Leonardo per l’appunto riesce a trovare un piccolo appartamento a basso prezzo e senza pensarci due volte lo prenota.
Entrambi il giorno dopo andiamo al lavoro e chiediamo il venerdì di festa.
Decidiamo di partire il giovedì dopo lavoro, prepariamo tutta l’attrezzatura necessaria per la ricerca della spigola dalla spiaggia senza sapere minimamente a che cosa andavamo incontro.
Non essendoci mai stati e non avendo fonti da altri pescatori probabilmente si sarebbe rivelato un grandissimo buco nell’acqua, ma a noi non importava, l’adrenalina di andare a visitare un nuovo spot per noi era troppo forte.
Verso le dieci di sera del giovedì carichiamo tutta la roba e partiamo, ci aspettavano nove ore di viaggio.
Nel lungo tragitto non proprio sobrio ci stavamo domandando se tutte quelle ore di viaggio per andare e per tornare, potevano valere la pena per una battuta di pesca che sarebbe durata all’incirca un giorno e mezzo.
Dopo più o meno sette ore arriviamo al confine di stato, passiamo alla dogana e decidiamo di riposarci un paio d’ore in macchina, perché sia la mia povera Fiat cubo che noi eravamo stanchissimi ed ancora mancavano circa due ore per arrivare al paesino dove avevamo prenotato la camera.
Suona la sveglia, ripartiamo distrutti ed arriviamo a destinazione.
Il paesaggio è veramente fantastico: grandi lagune e l’immensa foce del fiume Rodano, che vedeva alla sua destra e alla sua sinistra lunghi ed immensi spiaggioni.
Arrivati all’appartamento ci addormentiamo a luce accesa ancora vestiti.
Avevamo a disposizione il primo pomeriggio e decidiamo di cominciare a battere la parte sinistra della foce.
La camminata lungo la spiaggia che ci avrebbe atteso era molto lunga, infatti sia dalla parte destra che sinistra del fiume gli ultimi parcheggi disponibili erano situati a diversi chilometri dal fiume.
Davanti a noi ci trovavamo un mare ben formato con ancora un discreto vento e uno spiaggione costellato da buche e profondi canali di corrente.

Subito ci accorgiamo che le attrezzature che usavamo in Italia per la spigola nei nostri spot non erano adeguati.
Gli scalini di risacca dove si formavano le buche della spiaggia erano discretamente distanti dal riva e il mio piccolo stella taglia 2500 non riusciva a oltrepassare la secca con facilità.
Parlando con alcuni pescatori del posto avevamo avuto certezze di massiccia presenza di spigole.
Cammina cammina arriviamo alla foce, un’immensa massa d’acqua ed una corrente spaventosa che a circa 150 metri dallo sbocco del fiume formava con il battere del mare un grosso anello che alzava continuamente grandi onde, uno spettacolo mozzafiato.
I locali ci dicevano che nella parte interna di questa anello, prima del salto di batimetrica, venivano insidiate spigole in quantità e a poche decine di metri oltre venivano pescati i tonni, allucinante!
Comunque sia, la battuta come previsto risultò infruttuosa.
Il giorno dopo avevamo un’intera giornata a disposizione e decidiamo di passarla dall’alba al tramonto a pesca, armati di panini e acqua e tanta costanza.
Andiamo dalla parte destra dello sbocco del grande fiume.
La camminata è ancora più lunga per arrivare alla foce, ma si crea un’interessantissima situazione per tutto il tragitto.
Qui avevamo una forte corrente che spingeva verso destra, formando un profondo canalone che cominciava dal bagnasciuga fino a una secca perpendicolare alla costa situata a circa 20-25 metri da essa e le onde sbattevano e si incontravano con questa corrente creando un vasto spot idoneo per la caccia della regina.
Non sapevamo proprio dove lanciare, ogni punto dello scalino poteva essere fruttuoso e i chilometri erano moltissimi.
Decido di montare uno shad con una testa piombata di 10 grammi per riuscire ad arrivare almeno all’altezza della secca e cominciamo a camminare e lanciare imperterriti.
Passa molto tempo ma i risultati non arrivano, non sapevamo come affrontare questo spot e se le condizioni erano giuste, ci stavamo demoralizzando.
Sapevamo che il rischio del cappotto era alto ancor prima di partire.
Arriva l’ora di pranzo, il vento e il freddo ci avevano massacrato, quindi decidiamo di sdraiarsi su delle grandi dune di sabbia coperti dal freddo vento, mangiamo e ci prepariamo per riaffrontare la pescata nel tragitto di ritorno fino alla macchina.
Continuiamo imperterriti a lanciare le nostre esche e dopo il milionesimo lancio, chiudo l’ archetto e mentre oltrepasso lo scalino di risacca un’onda mi manda il filo in bando.
Appena riprendo contatto avverto due bellissime testate, non ci credo, la regina aveva mangiato.
Prende frizione, il mio piccolo stella intona un meraviglioso canto.
Impressionante la potenza delle spigole in queste correnti, alla fine è quasi fatta, l’ultima onda e riesco a salparla.
Sono felicissimo, anzi siamo entrambi felicissimi il risultato era stato raggiunto, non si tratta di un pesce mostruoso ma in questo contesto e in questo spot senza sapere nulla sono riuscito a catturarla.

La ammiriamo entrambi, una muscolatura poderosa e delle pinne ben sviluppate che servivano a tener testa alle condizioni di quello spot.
Finalmente mi rilasso, scarico tutta la tensione e continuiamo a pescare fino a che non si fa buio sperando che anche Leonardo possa avere la sua rivincita, ma la pescata cessa senza risultati.
Rimane ancora una mezza giornata prima di ripartire.
Suona la sveglia prima dell’alba, ci dirigiamo nuovamente dalla parte sinistra del fiume e cominciamo a pescare circa un chilometro prima della foce, dove la spiaggia si mescola a meravigliosi lastroni di creta che formano delle buche dove la regina nelle nostre teste poteva appostarsi per cacciare.
Dopo circa un’oretta di pesca un vento fortissimo alza un mare veramente violento che ci costringe a battere in ritirata.
Quindi torniamo a casa, riorganizziamo tutto e ripartiamo con tutta la calma del mondo per ritornare verso la nostra amata Toscana, consci del difficile posto pieno di potenziale che siamo andati ad esplorare.
Questa fugace battuta di spinning alla spigola ha aggiunto un tassello al nostro bagaglio complessivo di esperienza.

Anche se c’è stata una sola cattura la felicità era immensa e l’obiettivo a questo giro per me valeva molto.
Questo viaggetto è stato molto utile per poter tornare in futuro in questo meraviglioso posto, preparati sia psicologicamente che a livello di attrezzature e ci fece ben sperare in pescate prossime ricche di catture e divertimento.
Come si dice: ritorneremo più incazzati di prima!
Un saluto,
Giacomo.
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