Salve a tutti anglers! Oggi vi parlerò di una tecnica di spinning alla spigola alternativa, lo spinning alla spigola con la tecnica della deriva.
Un approccio che in alcune situazioni potrebbe salvarvi da un cappotto quasi sicuro.
Come tutti sappiamo la spigola è un pesce molto lunatico e si ciba di una grande moltitudine di prende diverse tra loro e con delle modalità molto varie.
Ci sono situazioni in particolare dove la regina è molto selettiva, infatti oltre a cibarsi di un’unica preda, lo fa solo esclusivamente in un punto specifico di caccia.
In questo articolo vi parlerò di quando la spigola si nutre di gamberetti o mazzancolle trasportati dalla corrente.
Questa situazione consente alla regina di cacciare con molta facilità rimanendo ferma nel medesimo punto, così per risparmiare energie tanto importanti in natura.
Prendiamo per esempio i canali.
Nelle mie zone ci sono delle nottate in particolar modo, dove quando la marea sale le mazzancolle e i gamberetti per evitare di nuotare si fanno trasportare dalla corrente in entrata dal mare stazionando a pochi centimetri dalla superficie.
Quando succede ciò le spigole che si trovano all’interno di essi entrano in selettività ed hanno un comportamento che utilizzano spesso anche in altre situazioni, ovvero si appostano sul fondo e aspettano che sopra le loro teste passi un crostaceo, per alzarsi all’improvviso e fagocitarlo in una frazione di secondo con una timida cacciata a galla.
Imitazioni
Quando succede questo dobbiamo essere per quanto più possibili imitativi con le nostre esche artificiali.
Andremo ad optare per imitazioni di gambero che andranno montate spiombate e far rimanere sotto il pelo dell’acqua.
La forma dell’esca ovviamente é molto importante, ma lo è ancora di più la dimensione dell’esca utilizzata e la colorazione di essa.
Entrambe le cose devono rispecchiare in maniera più fedele possibile il vero.
I nostri artificiali dovranno essere di un colore traslucido marrone, rossastro o tendente al rosa e di una dimensione che va dai 4 ai 7 cm, ovvero le dimensioni delle mazzancolle.
Non solo queste ultime sono solite fare questa “migrazione”, ma la stessa situazione può essere trovata con i ben più piccoli gamberetti di scoglio.
Infatti anch’essi soliti stare attaccati alle pareti di rocce e muretti, in talune situazioni si lasciano trasportare all’interno dei canali dalla marea che sale.
Ovviamente quando si andrà ad imitare il gamberetto di scoglio gli artificiali dovranno essere di una misura inferiore, dai 2 ai 4 centimetri massimo, con colorazioni praticamente trasparenti.
Le esche artificiali che andremo ad utilizzare sia in un caso che nell’altro dovranno essere siliconiche e dovranno avere un peso specifico sufficiente per essere lanciate e per affondare lentamente nella colonna d’acqua.
La presentazione
Altro fattore ancora più importante dell’ imitatività dell’esca è senza dubbio la presentazione.
La spigola in questi frangenti si aspetta che la nostra imitazione passi sia con la medesima velocità, sia sulla solita fascia d’acqua con gli stessi identici movimenti.
Se andrà a passare troppo bassa sulla colonna d’acqua, o per colpa del dragaggio del filo con troppa velocità, la spigola tenderà ad evitare il boccone.
Quindi quando si individua una cacciata nel medesimo punto più di una volta è segno evidente che lì sotto ci sarà presenza di una spigola all’aspetto.
Dovremmo posizionarci parallelamente alla cacciata, lanciare la nostra imitazione a monte e come si fa con la tecnica della mosca annullare il leggero dragaggio della treccia in bando, facendo ruotare la canna dalla parte opposta, per far si che la nostra imitazione trasportata alla corrente non abbia repentini incrementi di velocità e si ripete lo stesso procedimento e la stessa passata proprio come si fa quando si pesca a secca.
Presentiamo fino a quando si avverte la tirata che con queste modalità sarà molto leggera e andremo a ferrare immediatamente.
Le attrezzature
Per effettuare questa pesca in deriva con il gamberetto finto dovremmo apportare delle modifiche alle nostre attrezzature.
Ci vorranno canne più lunghe che ci consentiranno di gestire meglio i bandi del filo, abbastanza morbide da poter lanciare sufficientemente lontano le nostre piccole esche spiombate e con un range di lancio che arriva fino a un massimo di 15-20 grammi.
Io mi trovo molto bene ad utilizzare canne dedicate alla ricerca di cefalopodi da due metri e quaranta e oltre.
I mulinelli invece dovranno avere una bobina abbastanza ampia che aiuti la fuoriuscita del filo.
Trecciati con diametri che vanno dallo 0,08 ad un massimo di 0,12.
Per quanto riguarda i finali a seconda della trasparenza dell’acqua arrivo anche a montare lo 0,20, ma cerco di rimanere intorno allo 0,25 e non oltre.
Il finale avrà una lunghezza di circa due metri.
Non applico nessun moschettone e lego direttamente l’amo offset, togliendo qualsiasi elemento che potrebbe arrecare danni all’ imitatività.
Cosa importante, non andrò a montare un finale in fluoro ma in nylon, quest’ ultimo aiuterà la galleggiabilità dell’esca tenendo sufficientemente alti i due metri di spezzone finale.

Conclusioni
Mi sono ritrovato una volta nella parte finale di un canale di sbocco di una laguna con acqua cristallina, dove nei medesimi punti 5-6 spigole cacciavano in maniera continua.
Io lanciavo le mie imitazioni di pesciolini su queste cacciate senza avvertire la benché minima mangiata.
Per puro caso vidi saltare qualcosa che non aveva la sagoma di un pesce e quindi decisi di illuminare l’acqua e notai con stupore che si trattavano di mazzancolle.

Per fortuna avevo con me imitazioni di gambero della medesima dimensione dei crostacei presenti.
Decisi di montarla spiombatata ed utilizzare la tecnica sopra descritta e cominciai ad effettuare catture multiple.
Questa è una tecnica molto particolare di spinning che non implica recupero è una vera e propria passata.
Ogni tanto durante la stagione invernale mi dedico alla ricerca della regina con la tecnica della mosca in deriva sui flussi di corrente.
Questa tecnica mi è stata molto utile per abbinare e capire molte cose anche sullo spinning, infatti ci ritroviamo molto spesso in condizioni di poca corrente molto infruttuose per le tecniche classiche di spinning.
Ma con un po’ di esperienza e qualche accorgimento si riescono ad effettuare catture anche in questi momenti, basta soltanto saper guardare e cercare di essere aperti sempre a nuove soluzioni e a nuovi approcci.
Un saluto,
Giacomo.
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