Oggi parliamo di spinning alle palamite in mangianza da riva. Cercherò di darvi tutti i consigli che ritengo più utili.
Analisi della situazione
Alcune volte, anche se in rare situazioni, ci troviamo in scogliera o sulla banchina di un porto ad insidiare palamite o pelagici in generale e davanti a noi scoppia una mangianza, o addirittura a più mangianze durante l’arco della giornata.
Potrà sembrare una cosa piuttosto semplice lanciare un’ esca su decine di pesci in frenesia ma vi assicuro che non è affatto così, o almeno lo è in parte.
Prendiamo in esame le palamite, pesce protagonista dello scorso articolo.
Quando questi bellissimi e potenti pesci cacciano un po’ su ogni sorta di pesce foraggio, il gioco si fa molto semplice, ad ogni lancio o quasi le nostre esche, qualsiasi esse siano, riscontreranno dei risultati positivi, ovviamente entro certi limiti, ovviamente se andremo a lanciare popper da tonno, sarà inequivocabilmente una perdita di tempo, ma questo lo saprete già.
Questa situazione vi darà modo quindi di testare esche che sono state dimenticate per lungo tempo nelle vostre plano.
Può variare in alcuni casi non la dimensione di per sé dell’imitazione, ma l’assetto di nuoto e il tipo di recupero.
Hò notato infatti, che spesso gradiscono solamente il recupero orizzontale, quindi se si andrà a lanciare un metal jig e lo si farà affondare prima del recupero, si otterrà una salita semi verticale non gradita dai pesci.
Allo stesso tempo vedrete che il medesimo jig lanciato e recuperato subito orizzontalmente risulterà efficace.
Dobbiamo anche valutare la distanza della mangianza da noi.
Agganciamo nel nostro moschettone, esche in grado eventualmente di raggiungere notevoli distanze.
Le cose si complicheranno di non poco, quando ci troveremo davanti a pesci selettivi, che sono focalizzati su una certa dimensione di foraggio e in un piccolo branco di pochi esemplari.
In questi casi ci vorrà un occhio molto attento, dovremo guardare attentamente, se ci è possibile, il foraggio presente e riprodurre colori e dimensioni nella maniera più simile.
Infatti quando succede ciò, ci troveremo a passare svariate volte dentro le mangianze senza avvertire nessun attacco.
Quando il predatore è in mangianza su piccoli o addirittura piccolissimi pesci, ci troveremo davanti ad un problema di non poco conto.
Saremo costretti a montare esche di piccolissime dimensioni che non sempre saranno di peso sufficiente per essere lanciati alla distanza desiderata.
Cerchiamo sempre di avere un range di esche molto vario, per non trovarci di fronte a decine di pesci e venir via senza aver effettuato neanche una singola cattura.

Tipologie di artificiali
Le esche utilizzabili sono molteplici, ma non dovranno assolutamente mancare in cassetta i nostri beneamati jig delle dimensioni più disparate.
Porto con me metal dai 10 grammi fino ai 60, hò citato per prime queste esche perché sono senza dubbio più adattabili rispetto alle altre.
Continuiamo la nostra lista con le immancabili stickbait, anche queste ultime dovranno avere vari assetti e varie misure.
Io personalmente aggiungo anche alle altre imitazioni anche jerk, wtd e minnow di varie dimensioni e gomme, anch’esse esche molto versatili e negli ultimi anni molto utilizzate ed imitative.
Come hò già detto prima, starà a noi imprimere un recupero diverso a seconda delle varie situazioni che ci troveremo davanti, indipendentemente dal tipo, marca e modello delle esche.
Attrezzature
Consiglio di utilizzare attrezzature che siano un perfetto compromesso tra leggerezza e potenza.
Le canne dovranno essere in grado di lanciare un vasto range di peso, morbide in vetta ma con una schiena tale da tener testa alle potenti fughe dei pelagici.
Io utilizzo per fare questo tipo di pesca, la dragonbite, una canna da 2,40 con un range di lancio fino a 60 grammi, perfetta da utilizzare in queste situazioni.
Gestisce perfettamente gomme, metal jig, stick e jerk di ogni misura senza troppi problemi, ed essendo sufficientemente parabolica è in grado di sparare a lunghe distanze anche piccole caramelline.
Utilizzo trecce relativamente sottili 0,15 – 0,18, con abbinati terminali in fluorocarbon che variano a seconda degli spot, dallo 0.40 fino ad arrivare allo 0.52, per luoghi con un maggior numero di ostacoli.
Mulinelli affidabili in grado di macinare km, dal recupero veloce, di taglia 4000, ovviamente schermati e resistenti all’ usura della salsedine.
Gli snap dovranno essere di piccole dimensioni ma di un libraggio correlato all’impianto pescante.
Non scordiamoci di portare con noi un buon guadino, che ci aiuterà a salpare il pesce in banchine o scogliere alte.

Considerazioni
Lo spinning alle palamite in mangianza da riva, si è rivelato per me uno degli approcci più adrenalinici della pesca con gli artificiali inshore.
Mettendomi malgrado avvolte, di fronte a sconfortanti e deludenti risultati dettati dall’inesperienza.
Con qualche accorgimento però, le pescate che andranno a segno saranno sempre più frequenti.
Come tutte le altre tipologie di spinning, anche questa non sarà per niente scontata e semplice, quindi armatevi di giusta attrezzatura e di un buon occhio e vedrete che con il tempo le soddisfazioni andranno a crescere.
Un saluto,
Giacomo
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