Salve a tutti anglers! Oggi andrò a raccontarvi una delle più belle pescate di sempre alle palamite a spinning da riva.
Finalmente arriva il fine settimana, io e i miei amici abbiamo due giorni disponibili, decidiamo tutti insieme di festeggiare il compleanno del nostro amico Bartolo con una pescata di due giorni dedicata alla ricerca delle palamite.
Ci ritroviamo tutti e quattro davanti casa mia di buon ora, due chiacchiere, carichiamo le attrezzature in macchina e senza tante pretese ci mettiamo in viaggio direzione mare.
Durante il viaggio oltre alle solite battute goliardiche fra di noi, ci confrontiamo sulle esche, le tecniche e le strategie che ognuno di noi andrà a mettere in atto.
Dopo un po’ di tempo arriviamo finalmente a destinazione.
Visto che siamo in quattro, per battere diversi punti, decidiamo di dividerci a coppie, io e il festeggiato rimaniamo all’imboccatura del porto e Leonardo e Mirko vanno nella scogliera esterna.
Ovviamente, a seconda dei diversi risultati ci terremo in contatto telefonicamente.
Dopo circa un’oretta di pesca ne noi ne l’altra coppia hà avuto interazioni con nessun tipo di pesce.
Io e Bartolo ci stavamo chiedendo se fosse il caso di smettere e aspettare il calare del sole, momento topico per l’attività del pesce.
Quindi ci spostiamo lanciando lungo la banchina del porto, ad un certo punto noto in lontananza diversi gabbiani che si tuffano nel golfo, vicini al molo, ma allo stesso tempo a diverse centinaia di metri da noi.
Ci incamminiamo con tutta calma verso di loro e noto con l’avvicinarmi, che l’acqua schizza fragorosamente.
All’inizio mi sembravano sugarelli o occhiate, ma non mi ci volle molto a capire che si trattava di una mangianza di palamite.
Presi dall’euforia, partiamo a corsa per cercare di lanciare in mezzo al marasma prima che finisca.
Arriviamo, lanciamo al volo e dopo pochi giri di manovella, tutti e due siamo clamorosamente incannati con due palamite!
Bartolo slama e io porto il pesce a guadino, il tempo di slamarlo e fare una foto e parte subito un’altra mangianza.

Il compagno lancia, incanna, il pesce arriva sotto il molo, immergo il guadino e si rompe…
Prendo il filo con le mani e isso il pesce di peso, ma adesso siamo senza guadino e con un molo discretamente alto, un fattore che senza dubbio ci farà perdere diversi pesci.
Leonardo mi chiama e mi comunica che ha appena preso una palamita, subito gli dico di venire da noi perché siamo completamente circondati da mangianze che si susseguono in maniera costante.
Veramente fantastico, spinning da riva alle palamite in mangianza!
Mirko e Leonardo si affrettano di gran lena a raggiungerci e nel frattempo io e Bartolo continuiamo a lanciare su varie cacciate multiple.
Arrivano e non credono ai loro occhi.
Li informo subito del guaio del retino che hò combinato precedentemente e mi prendo subito una discreta valanga di offese.
Continuano le mangianze, canne che si piegano e mulinelli che sfrizionano nel delirio più assoluto, il nostro umore e la nostra euforia è alle stelle.
Molte sono le palamite perse per via dell’assenza del guadino.
Le catture fino ad ora erano avvenute con l’utilizzo di classici metal jig e incuriositi decidiamo di sperimentare l’efficacia di altre esche.
Ci accorgiamo subito, che i pesci non sono selettivi e sono in piena frenesia alimentare, rispondendo benissimo a qualsiasi tipo di artificiale e qualsiasi colorazione.
Prima partiamo con piccoli minnow, fino ad arrivare a long jerk, stik e grazie alla prova di Leonardo, anche ad esche di superficie.
La taglia dei pesci oscilla tra i 2 e i 3 chili.

Ad un certo punto scoppia l’ennesima mangianza, lanciamo tutti e tutti incanniamo, però io mi accorgo subito che il mio non è un pesce della taglia presa fino ad ora.
Parte una fuga lunga e potente che mi fa quasi accavallare il filo con gli altri, il combattimento è molto serrato e rischio diverse volte di perdere il pesce tra i piloni del molo.
Arriva finalmente sotto di noi, ci rendiamo conto che si tratta di una palamita veramente grossa e vengo preso immediatamente da un misto di paura e sconforto, rendendomi conto che un pesce di tale mole sarà quasi impossibile da tirare sù di peso con il filo.
Leonardo prende la treccia in mano e tutto và per il meglio, la bestia è a terra, ed io lancio un urlo liberatorio.
Immortalo la bella cattura con una foto di rito e vado a pesare la palamita che fa fermare l’ago della bilancia a 5,100 kg!
La mia contentezza è alle stelle come del resto quella di tutti.
Non ci poteva essere modo migliore per festeggiare il compleanno.
Le tenebre stanno calando, mettendo fine ai giochi, decidiamo di farci una foto tutti assieme e riporre le armi.

Rimontiamo in macchina e ritorniamo stanchi e felici verso casa, rivivendo per la strada del ritorno le meravigliose esperienze che il mare ci ha fatto vivere quest’oggi.
Qui vi ho raccontato la più bella pescata a spinning alle palamite da riva in mangianza, esperienza unica che difficilmente si ripresenterà.
Vi auguro con tutto il cuore di poter vivere questi momenti di pesca adrenalinica in compagnia dei vostri più cari amici, perché spesso la condivisione della nostra passione con persone care, renderà più uniche queste bellissime giornate.
Un saluto,
Giacomo
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