spinning nelle isole atlantiche portoghesi

Spinning nelle isole atlantiche portoghesi – Seconda parte

Salve a tutti anglers! Oggi vi racconterò la seconda parte dell’avventura di pesca a spinning nelle isole atlantiche portoghesi.

Già mi ritenevo soddisfatto della grossa palamita catturata, il viaggio per me era ampiamente ripagato, però c’erano ancora due giorni a disposizione e la ricerca di ulteriori specie andava avanti.

Decidiamo ancora una volta di cambiare spot come abbiamo fatto nei giorni precedenti.

Andiamo in un punto di confine con una riserva marina, stimolati dal fatto che pescare limitrofi al divieto potesse regalarci qualche cattura inaspettata di rilievo.

Arriviamo di buon ora sullo spot aiutati da Google Maps e notiamo con grosso dispiacere che due locali erano già posizionati sullo spot e stavano pescando.

Da lontano riconosco uno dei due pescatori,

eravamo amici su Facebook e ogni tanto ci parlavamo.

Lui mi riconosce e ci fa cenno di scendere e pescare accanto a loro.

Dopo le varie presentazioni cominciamo a pescare mentre curiosi parlavamo grossolanamente con loro.

Ci dicono purtroppo che già da qualche mese c’era poca presenza di pesce sotto costa.

Infatti dopo circa quattro ore di pesca solo un piccolo barracuda era venuto a farci compagnia.

Dopo aver salutato i gentili signori, decidiamo di tornare a casa a riorganizzare le idee e guardare le mappe per cercare un nuovo tratto di costa dove poter concentrare la pescata serale.

Questa volta ci entra nell’occhio invece che le solite punte esposte, la parte laterale di un golfo che guardava verso sud, con fondali mediamente bassi e bellissime piattaforme di roccia staccate dalla costa dove le onde e la grande risacca imbiancavano ovunque.

Partiamo per l’ultimo calasole della vacanza di pesca speranzosi come non mai.

Il posto è pazzesco, di una bellezza disarmante.

Cominciamo dunque subito a pescare fiduciosi le tre ore rimanenti prima del buio.

La risacca era importante e lo spot molto tecnico.

Facevamo lambire le nostre esche lungo le pareti di roccia.

Dopo poco tempo subito Leonardo incanna un piccolo barracuda e a ruota lo seguo io con un’altra incannata che va a slamarsi.

Continuiamo come due macchine a lanciare imperterriti sondando ogni angolo e ogni roccia.

Manca poco meno di mezz’ora all’arrivo delle tenebre e le nostre speranze di incrociare un pesce se ne stavano pian piano andando come se ne stava andando il sole.

Ero arrivato a fine recupero con il mio jig e proprio attaccato alla parete sotto i miei piedi, mentre stavo togliendo dall’acqua l’esca, un dentice corazziere di circa 3 kg di peso lo morde e in una frazione di secondo si slama sotto i miei occhi increduli e delusi.


Non ci credo, il pesce che cercavo con tutto me stesso mi aveva tirato un brutto scherzo.

Comunico immediatamente l’accaduto a Leonardo, quindi anche lui decide di cambiare esca immediatamente e montare un jig.

Rilanciamo subito, ma proprio mentre l’esca di Leonardo scende verso il fondo il filo parte dalle mani veloce, ferra, si sente che è un bel pesce ma strappa il trecciato sulle rocce dopo poco…

Eravamo veramente arrabbiatissimi.

Continuiamo fomentati per gli ultimi dieci minuti rimanenti ma non vi è nessun attacco.

Non ci potevamo credere, avevamo bruciato con un brutto scherzo del destino la possibilità di tenere fra le mani non uno, ma ben due bellissimi sparidi di buona taglia proprio all’ultimo calasole disponibile.

Probabilmente un piccolo branco di questi pesci aveva fatto un’incursione alle ultime luci del giorno nei bassi fondali.

Torniamo a casa delusi e sconfitti, ma non è finita rimaneva l’ultima alba disponibile.

Ci fermiamo ad un porto lì vicino per pescare un paio d’ore prima di tornare a casa e subito ci rendiamo conto della massiccia presenza di barracuda.

Immediatamente montiamo i jerk e per circa un’oretta di fuoco gli attacchi e le catture si susseguivano copiose.

spinning nelle isole atlantiche portoghesi

Molteplici incannate di barracuda di un’ottima taglia ci deliziavano con bellissime fughe e allietavano l’amaro tramonto appena passato.

Una volta cessata l’attività ritorniamo verso casa con il cuore un po’ più leggero.

Rimane l’ultima pescata, l’ultima alba che ci vedeva costretti alla ritirata alle 9:00 di mattina per prepararci a riprendere l’aereo.

Scegliamo il medesimo posto della cattura della palamita, sperando che all’alba vi sia un movimento di pesce maggiore.

Suona la sveglia, in 10 minuti di orologio eravamo carichi e pronti alla macchina per partire pieni di speranze e appellandosi alla fortuna che non era stata dalla nostra parte la sera precedente.

Alle prime luci dell’alba cominciamo subito a pescare, io con un minnow e Leonardo con un jig.

Dopo pochi lanci io ho un inseguimento di un serra di buona taglia fino a sotto i piedi che scarta l’esca in una frazione di secondo senza mordere.

Giusto il tempo di imprecare e Leonardo incanna.

spinning nelle isole atlantiche portoghesi

Porta a terra un meraviglioso pesce balestra che alza subito il morale ad entrambi.

Non passa molto e anche io mi ritrovo incannato.

Un altro balestra.

Cominciamo a battere acqua con i nostri jig senza nemmeno respirare.

Ancora una volta incanno, questa sembra la mattina giusta.

A circa 2 metri di profondità comincio a intravedere del rosa, non ci credo, una pluma la seconda del viaggio.

La porto a terra e l’ammiro in tutto il suo rosa intenso, un pesce di circa un chilo e mezzo, di peso non certo un gigante ma niente di più bello che miei occhi possono vedere.

Due foto al volo e riprende la libertà.

spinning nelle isole atlantiche portoghesi

Ricominciamo a pescare.

Mi allontano una decina di metri da Leonardo e decido di montare una piccola gomma.

Dopo due o tre lanci, al quarto finita la passata nel flusso di corrente interessante, recupero velocemente la gomma per rilanciare e un serra enorme, stiamo parlando di un pesce che a occhio e croce si aggirava intorno ai 10 kg, fagocita la mia piccola gomma.

Ferro ma l’esca gli esce di bocca inesorabilmente.

Il grosso gorgo che produce a galla fa girare Leonardo sbalordito.

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Ad un certo punto il compagno incanna sul fondo.

La canna si piega vertiginosamente, si tratta di un bel pesce.

Corro subito da lui a dargli supporto e ad aiutarlo.

Dopo qualche potente fuga e qualche pompata, porta a galla una bellissima cernia atlantica che fa fermare l’ago della bilancia a 4 kg di peso, un pesce meraviglioso completamente differente come morfologia alle nostre brune.

Questa mattina le interazioni erano diverse eravamo finalmente contenti di essere stati per lo meno in parte ripagati.

Ritorno sullo scoglio dove ero precedentemente e lancio ancora una volta il mio janas blue water.

Una volta arrivato a circa due metri dalla parete rocciosa proprio nella risacca, incanno per l’ennesima volta.

Avverto una botta tremenda mentre la mia labrax xx era piegata fino al manico e la frizione cantava come non mai, chissà di che cosa si trattava.

Urlo subito all’amico di avvicinarsi, sembrava un pesce di buona taglia e dopo un serrato combattimento fra le rocce, aiutato da Leonardo riesco a portare a riva con grande stupore una ricciola rivoliana di oltre 2,5 kg di peso.

Ero stupito dalla sua forza in corrispettiva al peso che aveva.

A quel punto eravamo entrambi appagati, dovevamo chiudere i battenti e con grande tristezza andare verso l’aereo.

Una volta in volo ammirando le meravigliose isole dall’alto, ci confrontavamo su quanto non fosse scontata la pesca in questi ambienti.

Ma allo stesso tempo eravamo appagati per aver trovato un buon numero di pesci in un posto a noi sconosciuto e del quale non avevamo alcuna informazione.

Ancora prima di tornare in Italia già stavamo fantasticando sul nostro ritorno in questi meravigliosi posti, magari in un’altra isola ancora, a scoprire nuovi ambienti e nuove dinamiche di pesca che fanno crescere il bagaglio di noi pescatori a spinning.

E come ho sempre sostenuto, anche questa volta la pesca all’estero aiuta a capire molte cose anche nel nostro mare,

aggiungendo tasselli ogni anno che passa e ogni viaggio che facciamo al nostro bagaglio generale di conoscenze.

Un saluto,

Giacomo.

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